Accordo quadro con l’Ue: la Svizzera s’interroga

Un sondaggio diffuso dai media SRG SSR, mette in luce che a fronte di una maggioranza della popolazione ticinese (55%) che non vuole negoziare un accordo quadro fra Svizzera e Unione europea, emerge un sostegno in Romandia (66%) e nella Svizzera tedesca (59%).

I partecipanti al rilevamento online dovevano rispondere alla domanda: ritiene giusto che il Consiglio federale cerchi di negoziare un accordo quadro istituzionale con l’Ue? L’istituto di ricerca Sotomo ha elaborato i dati di 12’179 risposte, operando adattamento statistici per tenere conto della composizione del campione.

Dal sondaggio si evince anche che il 53% è favorevole a compromessi e il 40% pensa che le procedure di controllo dei salari potrebbero essere semplificate. Solo il 9% sarebbe però pronto a transigere sulla protezione dei salari e unicamente il 4% è pronto a rivedere al ribasso le misure di accompagnamento che attenuano gli effetti negativi della libera circolazione delle persone.

Gli interpellati sono divisi riguardo alla posizione dell’Unione sindacale svizzera (USS), che ha rifiutato di trattare con il Consiglio federale su un ammorbidimento delle misure di accompagnamento: per il 34% l’USS ha fatto bene, mentre il 45% ritiene che non dovrebbero esserci tabù.

La posizione verso l’accordo quadro è logicamente determinata dalla propria posizione politica: i più favorevoli a trattare un’intesa che leghi istituzionalmente Berna a Bruxelles sono i sostenitori del PS (86%), mentre maggiormente contrari sono i simpatizzanti UDC (81%).

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