Acquisizioni cinesi: in calo in Europa crescono in Svizzera

contrariamente a quanto avviene in Europa, I cinesi si confermano molto attivi in Svizzera nell’acquisizione di imprese: nel 2018 il numero delle transazioni è salito a 13, quasi il doppio delle 7 registrate nel 2017. Al contempo, a livello continentale il numero di casi è sceso del 21% a 196.

I dati emergono da uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza EY dal quale si evince che alivello europeo le acquisizioni cinesi si sono contratte per cinque semestri consecutivi.

Le ragioni di questo continuo declino – spiega Yi Sun esperta di EY – sono molteplici. Da un lato, le condizioni quadro in Cina sono cambiate: il governo vuole evitare eccessivi deflussi di capitali e intende concentrare le attività di investimento sull’industria di punta. Dall’altro, l’economia cinese non è più in forte crescita, il che porta a una maggiore cautela, soprattutto nel caso di grandi transazioni. Inoltre, gli investitori cinesi in Europa non sono più accolti ovunque a braccia aperte”.

È diventato anche più complicato il processo di acquisizione. “Ormai da alcuni anni i proprietari di aziende europee chiedono fin dall’inizio agli investitori cinesi la prova dell’esistenza delle risorse finanziarie necessarie. Inoltre spesso ci si aspetta una pianificazione dettagliata dell’integrazione. E si chiede l’approvazione da parte delle autorità cinesi”.

I paesi maggiormente i cui sono più attivi gli uomini d’affari cinesi sono Germania (35 transazioni), Regno Unito (34), Italia (20 ) e Francia (16). Questi mercati mostrano comunque un arretramento, mentre la Svizzera è in contro tendenza: gli esperti di EY hanno censito 13 operazioni, riguardanti le società Bally International, Mercuria Energy Group, Swiss Educ Group, Antiquorum Management, SDH, Viewster, Lista, Takeda Chromo, Ernest Borel, Granite Capital, Technosoft Motion, Sdataway e M.A. Med Alliance.

Secondo Yi Sun in generale la tendenza a una certa moderazione rispetto al passato dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. A medio termine vi sarà però un’accelerazione. Occorrerà attendere un allentamento della tensione sul fronte della vertenza commerciale fra Stati Uniti e Cina.

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