Aggiornamenti sulla situazione internazionale

In un rapporto del 21 novembre 2018 il Consiglio federale svizzero ha riassunto la situazione relativa agli sviluppi internazionali UE e OCSE per quanto riguarda le attività di monitoraggio e abolizione di pratiche fiscali cosiddette o definite “aggressive” con specifica attenzione, questa volta, agli stati membri dell’UE.

I principali sviluppi internazionali degli ultimi anni vanno ricondotti al progetto BEPS dell’OCSE, che nell’ambito della fiscalità delle imprese e della lotta contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ha formalmente congedato quattro standard minimi vincolanti per le giurisdizioni partecipanti:
– Pratiche fiscali dannose e scambio spontaneo di informazioni relative ad accordi fiscali preliminari;
– Abuso delle convenzioni;
– Verifica della documentazione sui prezzi di trasferimento i rendiconti paese per paese;
– Risoluzione di controversie.

Per quanto riguarda le pratiche fiscali dannose, identificate sulla base dei quattro fattori chiave:
– nessuna imposizione o aliquota effettiva troppo bassa per redditi mobili;
– ring fencing (separazione rispetto all’economia nazionale)
– assenza di trasparenza
– mancanza di uno scambio di informazione efficace
è ormai notorio che i privilegi cantonali svizzeri delle società holding, di domicilio e di quelle miste sono ritenuti fuori norma. Il processo di revisione della fiscalità delle imprese è in corso e l’ultimo salvagente sarà costituito, se necessario, dalla rinuncia volontaria ai privilegi da parte del contribuente.

Le pratiche di diritto federale delle società principali (Prinzipalgesellschaften: quelle che beneficiano di un’esenzione per attività virtualmente allocate a stabili permanenti esteri) e delle Swiss Finance Branches (quegli stabilimenti finanziari d’impresa svizzeri appartenenti a una società estera che in virtù dell’attività di finanziamenti intragruppo beneficiano tra l’altro di un indennizzo d’uso per il capitale messo a disposizione della Branch) non sono ancorate in leggi. L’Amministrazione Federale delle Contribuzioni ha quindi proattivamente dichiarato il 15 novembre u.s. che a partire dal 1° gennaio 2019 le pratiche sinora concesse saranno abolite, rispettivamente rivedute e adattate ai nuovi standard. Per contribuenti che beneficiavano di un ruling, tali pratiche avranno validità sino alla fine del 2019. Per il resto anche ruling in vigore vanno rinegoziati.

Ma nell’ottica del controllo dello spostamento di sostrato fiscale l’OCSE pare abbia messo gli occhi sui regimi particolari delle persone fisiche, negli ultimi anni introdotti anche da paesi insospettabili quali la Spagna e l’Italia con grande effetto mediatico laddove utilizzati dalle grandi star del mondo dello sport. Capita così che nell’ambito dei lavori BEPS che riguardano l’erosione della base imponibile e il trasferimento di utili in gruppi di società, siano stati discussi anche i regimi di residence by investment e citizenship by investment delle persone fisiche, quindi quei regimi che consentono di ottenere un permesso di soggiorno o la cittadinanza in cambio di un investimento o del pagamento di un una determinata somma.

È quindi facile prevedere che nei prossimi anni assisteremo ad un livellamento programmatico dei regimi fiscali. E la cosa dovrebbe preoccuparci, in quanto tale livellamento è ostacolo alla creatività e comunque ci abituerebbe ad accontentarci della routine e a non cercare soluzioni al di fuori di quanto già si conosce. D’altra parte questo insistente impedire agli stati di mettere in atto pratiche fiscali tra l’originale e lo strabiliante mette in risalto gli altri fattori economici di una giurisdizione e favorirà nel cuore delle imprese la scelta di giurisdizioni con onere fiscale ragionevolmente moderato e grande stabilità di condizioni quadro. E tra questi paesi sicuramente ci sarà anche la Svizzera.

Lascia un commento

X

Newletter - La Rivista