Al museo Alfa Romeo di Arese va in scena il Backstage

Fino a fine febbraio 2020 in esposizione 12 pezzi della Collezione storica, conservati nei depositi e solitamente non visibili. Nel corso del 2019 sono stati riscoperti, studiati, rimessi in pista e presentati al pubblico.

Cosa c’è “dietro le quinte”? Nel corso del 2019 il Museo Alfa Romeo di Arese ha creato una serie di appuntamenti alla scoperta di quella parte della Collezione storica che non è esposta stabilmente, ma custodita nei depositi e quindi non visibile. Una volta al mese, uno dei questi “oggetti” – automobili, modelli, ma non solo – è stato al centro di un evento chiamato Backstage: è stato, cioè, esposto per un week end e presentato al pubblico durante una conferenza di approfondimento, arricchita da materiali del Centro Documentazione e – laddove era possibile – da testimonianze dirette di ex dipendenti Alfa Romeo che su quel determinato progetto avevano lavorato ed esperti e appassionati. È stata anche l’occasione per rimettere in moto veicoli fermi da decenni, per riportarli – in alcuni casi – in pista.

Nel corso del 2019 quindi il Museo ha raccontato in modo approfondito 12 capitoli della storia Alfa Romeo attraverso altrettanti esemplari che adesso sfilano tutti insieme nella Backstage Parade al Museo Alfa Romeo di Arese.

In mostra – fino a fine febbraio 2020 – esemplari poco conosciuti, come la Alfa 6 di colore bianco dalla speciale blindatura allestita per in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II a Milano. C’è poi la 164 Q4 trasformata in pick-up in dotazione ai Vigili del Fuoco e di stanza a Balocco, il centro sperimentale prove di Alfa Romeo; oppure la 1900 M “Matta” che nel 1967 partì, insieme a una spedizione di quattro Giulia Super, per un viaggio di 27mila chilometri attraverso 24 Paesi portando un messaggio di pace con il Raid della Fratellanza e della Pace. C’è poi la “mamma di tutte le Giulie”, ovvero il prototipo provvisorio e camuffato della Giulia, che sul radiatore porta la data 12 dicembre 1959. O “l’antenata” dell’Alfa, la Darracq 8/10 HP prodotta nello stabilimento del Portello che avrebbe dato origine, nel 1910, alle officine A.L.F.A.

È stato esposto al Mo.Ma. di New York e ha anticipato molte tendenze dell’automobilismo il New York Taxi, proiettato da Giorgetto Giugiaro su pianale dell’Alfa Romeo F12. C’è poi il prototipo della Tipo 103, avveniristico progetto di vetturetta degli anni Cinquanta. Sotto i riflettori anche il motore Wankel e il C.E.M., Controllo Elettronico Motore, eccellenza tecnologica di inizio anni Ottanta che ha visto Alfa Romeo in prima linea nell’applicazione dell’elettronica all’automobile. Ancora, lo “spaccato” dell’Alfetta che permette di capire il funzionamento di tutti i componenti, dalla scocca alle sospensioni, dal motore “bialbero” al cambio all’intera trasmissione e impianto frenante.

Chiudono l’esposizione alcuni oggetti che testimoniano la sensibilità e l’impegno di Alfa Romeo non solo in campo strettamente automobilistico: l’avveniristico prototipo di cucina progettato durante la Seconda Guerra mondiale e mai entrato in produzione, e la serie di sculture d’autore “Alfa Romeo ai suoi piloti”, venti trofei realizzati dal 1963 al 1982 dai più grandi artisti italiani.

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