Anteprima del Consorzio Vino Chianti DOCG

Ci siamo lasciati nel numero de La Rivista di marzo con BuyWine e la PrimAnteprima, che ha dato inizio alla lunga settimana delle Anteprime di Toscana (sempre nella Fortezza da Basso ed ora nel grande Padiglione Canaviglia che ha raddoppiato gli spazi ed ha dato anche più spazi silenziosi (o quasi) ai giornalisti che hanno degustato con l’ausilio dei sommelier. Bello anche il tempo, che a Firenze non guasta.

Ebbene partiamo dando i dati ufficiali della manifestazione che chiude con più di 4000 presenze e 150 aziende partecipanti. Una affluenza di pubblico in linea con lo scorso anno. Chianti Lovers, l’anteprima del Consorzio Vino Chianti, ha chiuso quindi l’edizione 2019 in positivo. Registrata una partecipazione più ampia anche da parte delle aziende: dalle circa 100 realtà dello scorso anno, si è passati a ben 150 aziende del territorio. A queste aziende si debbono aggiungere le 24 cantine del Consorzio Tutela Morellino di Scansano, che dallo scorso anno organizza la propria anteprima in occasione di Chianti Lovers. Uniti si va più forte. Tanti i vini del Consorzio del Chianti e dei Consorzi delle Sottozona: Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli. I tanti buyer stranieri, provenienti da tutto il mondo, che hanno preso parte al Buy Wine organizzato dalla Regione Toscana e Promofirenze, sono stati coinvolti in un seminario dedicato agli aspetti storici e produttivi della Denominazione Vino Chianti DOCG a cui è seguita una degustazione.

Abbiamo iniziato alla grande il 2019 – ha commentato il presidente del Consorzio Giovanni Busi – con una festa per il mondo produttivo, per gli operatori del settore e per tutti gli amanti di questo eccellente prodotto. Siamo stati il primo Consorzio in Toscana a decidere di aprire al grande pubblico questo appuntamento e la scelta si è rivelata vincente, oggi è diventata una importantissima occasione di promozione per la nostra Denominazione. Un bel segnale che arriva soprattutto dal mercato nazionale e che rafforza l’attenzione che ci riservano da tempo gli operatori internazionali. Una scelta strategica in vista dei prossimi appuntamenti promozionali in giro per il mondo. L’affluenza del pubblico e l’interesse degli addetti ai lavori è un ottimo segnale sull’apprezzamento del prodotto e sulle sue performance. Un risultato conseguenza delle strategie che stiamo portando avanti da anni anche su mercati esteri dalle grandi potenzialità, penso in particolare alla Cina dove grazie ad una programmazione a lungo termine stiamo rafforzando la presenza delle nostre aziende”.

AncheRossano Teglielli, presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansanosi è detto lieto : di proseguire il percorso avviato lo scorso anno e di essere nuovamente presenti con la nostra anteprima a Chianti Lovers. Pubblico e professionisti potranno così degustare in un’unica occasione due diverse espressioni del Sangiovese, frutto di terroir con caratteristiche uniche e distintive”.

Il territorio del Chianti DOCG

La Toscana è la terra del Vino Chianti: Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena sono province che rappresentano i luoghi di eccellenza produttiva, i cui suoli coltivati a vite destinati a produrre vino Chianti, sono delimitati dal disciplinare e dalla legge. Questo ambiente unico, attraversato da dolci colline a grandi terrazze, da vallate e da fiumi, offre vigneti pregiati, simbolo stesso del paesaggio toscano. Oggi le antiche cantine diventano architetture da visitare e luoghi di turismo e degustazione. La zona geografica delimitata, atta a produrre vino Chianti docg, ricade nella parte centrale della regione Toscana, ed interessa parzialmente i territori collinari, a ridosso della catena degli Appennini, delle provincie di Arezzo, Firenze, Pistoia, Pisa, Prato e Siena. Il Chianti nasce in una area geologicamente assai omogenea. Una fascia inizia a nord, dalla zona del Mugello verso Rufina e Pontassieve, prosegue lungo i monti del Chianti fino ad arrivare a ricomprendere il territorio del Comune di Cetona. L’altra si origina sul Montalbano e si allaccia alla Val di Pesa con direttrici verso San Gimignano e Montalcino. Il nucleo centrale è contornato da propaggini legate ai sistemi collinari dell’Aretino e del Senese, del Pistoiese, del Pisano e del Pratese. Queste fasce estreme e periferiche sono collegate fra loro da briglie trasversali. In particolare, il territorio del Chianti, dal punto di vista geologico, per la sua vastità, può essere suddiviso in quattro sistemi, in ordine di età di formazione decrescente: dorsali preappenniniche mio-eoceniche, le colline plioceniche, la conca intermontana del Valdarno Superiore con i depositi pleistocenici, ed i depositi alluvionali. L’altitudine dei terreni collinari coltivati a vite è compresa mediamente fra i 200 ed i 400 m.s.l.m. con giacitura ed orientamento adatti. Il clima dell’area si inserisce nel complesso climatico cosiddetto della collina interna della Toscana. Il clima del comprensorio può essere definito da “umido” a “subumido”, con deficienza idrica in estate.

Uno dei simboli del “made in Italy”

Il vino Chianti è un’invenzione della natura e della cultura della regione d’Italia più conosciuta e amata nel mondo. Le bellezze, la storia, le sensazioni, i sapori unici della Toscana si ritrovano in questo vino che è uno dei primi simboli del “made in Italy”.Andando indietro nel tempo alla ricerca delle origini del vino Chianti docg non possiamo fare a meno di rilevare come il grande sviluppo della viticoltura in Toscana, si è avuto con l’avvento della famiglia dei Medici. Stretto è il legame che lega la dinastia medicea con la scienza enologica o più semplicemente con il vino. Non a caso, rifacendo nel Cinquecento il duecentesco Palazzo Vecchio, in onore dei Medici, le colonne furono adornate di pampini, tralci e grappoli di uva, che ancora, si possono ammirare nel cortile del palazzo.I Medici furono Signori di Firenze, del contado e, dal Cinquecento, furono Granduchi di Toscana.È naturale dunque che uno dei prodotti più rinomati, della regione, diventasse cura del mondo della politica. Ma, il vino segnò anche l’allegria, il fasto, il desiderio di ebbrezza e di smemoratezza che molti Medici, e Lorenzo fra tutti, coltivarono, non senza una vena segreta di malinconia.Un vino dalla lunga storia che solonel settembre del 1716, gli “illustrissimi signori deputati della nuova congregazione sopra il commercio del vino” fissarono i termini del commercio dentro e fuori “li Stati di Sua Altezza Reale”, formulando, senza volerlo, il primo vero e proprio disciplinare del “Chianti” e degli altri vini, allora famosi, destinati in futuro a fondersi, nella sua denominazione.Il Bando affisso “nei luoghi soliti ed insoliti” di Firenze, regolamentava oltre alla zona originaria del Chianti, anche quella del Carmignano, Pomino, e Valdarno di Sopra. L’editto granducale, tra l’altro, comminava pene severe per tutti i casi di contraffazione e di traffico clandestino, anticipando la disciplina per i luoghi di origine, preludio all’odierna denominazione controllata e garantita. Scrivevano all’epoca gli illustrissimi controllori: “tutti quei vini che non saranno prodotti e fatti nelle regioni confinate, non si possono, ne’ devono, sotto qualsiasi pretesto o questo colore, contrattare per navigare, per vino Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra, sotto le pene contenute nello enunciato bando”.Fu grazieall’intuizione del Barone Bettino Ricasoli, che si definì la base ampelografica del vino Chianti e all’introduzione di speciali tecniche di vinificazione, quali quella del “governo”, utilizzando uve Colorino, preventivamente appassite su stuoie di canne (cannicci). La pratica del “governo”, conferiva al vino un più elevato tenore di glicerina e ne risultava una maggiore rotondità di beva, che lo rendeva adatto ad accompagnarsi ai piatti tipici toscani, quali salumi, arrosti, carne alla griglia, etc.

Il Chianti DOCG è oggi un vino dal vivace colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento. Ha sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, dal profumo intensamente vinoso, talvolta con sentori di mammola e viola e frutti rossi tra ciliegia e amarene. Il Chianti può essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma è ben nota anche, per alcune zone, la sua vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui maturano colore, profumo e sapore inconfondibili. Inoltre la pigiatura delicata, la fermentazione alle giuste temperature, l’evoluzione in pregiate essenze legnose, l’affinamento in vetro, aggiungono al vino personalità: più gentile e rotondo nel sapore, più complesso nei profumi, più intenso nel colore.Nella vasta area di produzione del Chianti sono presenti da secoli gli stessi vitigni: naturalmente in primis il Sangiovese, al quale possono aggiungersene in proporzione minore anche altri, sempre comunque coltivati nel territorio.La combinazione dei vitigni e il carattere, la corposità e i profumi che terreni, altitudini e microclimi diversi trasmettono alle uve, danno vita al Vino Chianti a Denominazione di Origine Controllata e Garantita.Della sua qualità si occupa dal 1927 il Consorzio Vino Chianti.

Chianti Lovers 2019: i protagonisti

Wine Lovers, che fa capo al Consorzio Vino Chianti DOCG, ha per il secondo anno ospitato nel Padiglione Cavaniglia, 24 produttori del Consorzio Tutela Morellino di Scansano. Riconosciuto denominazione di origine controllata nel 1978, il Morellino di Scansano ha da poco festeggiato i suoi primi 40 anni. In questo periodo molto è stato fatto per la sua valorizzazione, in virtù delle sue qualità intrinseche e della crescente rinomanza internazionale, tanto da ottenere nel 2006 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007. Nel corso degli anni il Consorzio è andato man mano ampliando il comparto associativo, fino ad accogliere più di 200 soci, oltre 90 dei quali con almeno una propria etichetta di Morellino di Scansano sul mercato. “La nostra denominazione affonda le proprie radici nella storia del territorio. I primi riferimenti alla viticoltura nell’area di produzione risalgono al tempo degli Etruschi con reperti che dimostrano in modo inequivocabile un grande commercio di vino dalla Valle dell’Albegna verso i porti della Francia” ha commentato Rossano Teglielli, Presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansano. “Il Morellino di Scansano rappresenta l’espressione alta di un vitigno nobile come il Sangiovese in un territorio dalle caratteristiche pedoclimatiche uniche, tra cui il positivo influsso delle brezze marine e il ruolo da protagonista giocato ancora dalla natura. Un panorama che vale la pena scoprire in tutte le sue sfaccettature: dai più freschi ed immediati vini Annata alle etichette Riserva con il loro potenziale evolutivo.

Soddisfazione per la collaborazione con il Consorzio Vino Chianti. “Fare sistema tra le denominazioni toscane è una scelta vincente”. La Fortezza da Basso si è tinta di rosso Chianti e blu Morellino per la Chianti Lovers, la manifestazione cult che quest’anno ha visto riconfermare il proprio record di affluenza.

Dei 24 vini Morellino 2018 degustati abbiamo potuto ricavare giudizi positivi che ha portato a buoni volumi e ad altrettanta qualità in vigna, dando vita a vini vivaci con aromi floreali e profumi fruttati ben marcati. Ottima la pulizia al naso ed equilibrata l’acidità/tannicità. La bottiglia non potrà che far bene, buon segno pensando che tutta la zona è in fermento per tenere alta la qualità.

I migliori assaggi: Fattoria Le Pupille; Mantellassi; Fattoria San Felo; Morisfarms; Val delle Rose; Frescobaldi; Poggio Brigante. Delle Riserve 2016, annata caratterizzata da una stagione estiva molto calda e da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, si hanno avuto risvolti positivi sui vini ben strutturati, che sono risultati eleganti e ben bilanciati. Cinque segnalazioni dei più meritevoli: Bruni; Fattorie Le Pupille; Vignaioli del Morellino; Villa Patrizia; Terenzi.

La degustazione dei Chianti DOCG e sottozone

Protagonisti anche i consorzi delle 7 sottozona: Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli per un totale di 207 etichette da poter degustare ai tavoli con i sommelier o bicchiere alla mano alla presenza dei produttori. E qui, come ogni anno, si cerca di fare un paio d’ore seduti con i sommelier e poi si passa ai banchi dei produttori, bicchiere nella foderina sponsorizzata, almeno sino alle ore 15,00. Dopo di che arrivano i winelovers che, bello a vedersi, bello a sentirsi, bello per il Consorzio che incassa per i ticket, ma per noi degustatori accreditati è finita la pacchia. Quindi vi dico solo che c’erano a disposizione dell’annata 2018, 73 Chianti DOCG, 2 Colli Aretini, 13 Colli Senesi e 3 Montalbano. Cambiando annata, della vendemmia 2017, 9 Colli Fiorentini, 3 Montespertoli, 9 Rufina e 21 Chianti Superiore. Per i Chianti DOCG Riserva 2016: 45 Chianti DOCG, 10 Colli Fiorentini, 6 Colli Senesi, 4 Montalbano, 3 Montespertoli e 6 Chianti Rufina.

Una sfida anche la nostra a districarsi sul cosa assaggiare nelle 5 ore canoniche. Le mie 10 preferenze dei vini Chianti DOCG 2018 degustati seduti: Agricola Tamburini; Badia di Morrona, Bindi Sergardi; Camperchi; Castello di Oliveto; Colle Adinari; Fattoria Petriolo; Poggio Tondo, Salcheto e Tenuta Moriniello. Ancora al tavolo ho degustato a scelta una ventina tra i 45 vini Riserva 2016. E le preferenze sono andate a questi TOP TEN: Badia di Morrona; Buccia Nera; Camperchi; Fattoria Uccelliera; Guidi 1929; Melini; Montaioncino; Pieve de Pitti; Sensi e Tenuta di Castelfalfi.

Quindi bicchiere alla mano ho compiuto un giro tra i produttori (tanti gli amici a cui non puoi fare a meno di stringere la mano). La degustazione si è concentrata molto sul Chianti Rufina Riserva 2016 (Fattoria Il Lago, Fattoria Selvapiana, Marchesi Frescobaldi, Marchesi Gondi, Villa Travignoli), e tra i Chianti Superiore 2017 (Casale dello Sparviero; Fattoria di Poggiopiano; Fattoria di Montellori; Fattoria Parri; Poggiotondo; Santa Cristina e Usiglian del Vescovo). E tra gli estemporanei ho preferito per piacevolezza di beva Il Ricordo Chianti Riserva  e Poggio Falcone IGT dell’azienda Il Sosso di Lucignano e Il Vegante Chianti Superiore BIO e Vegano dell’azienda Sensi.

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