Diamoci del tu!

Nelle prime lezioni dei manuali di italiano per stranieri vengono spiegate le regole sull’uso del tu e del Lei, qualche volta anche quelle sull’uso del Voi. Per i parlanti nativi, invece, il differente uso delle forme colloquiali o di cortesia dovrebbe essere teoricamente collegato con una serie di competenze comunicative basate sulla buona educazione e sul rispetto di determinati ruoli sociali e professionali.

Da diversi anni, tuttavia, osservo una certa liberalizzazione nell’uso del tu in tutte le situazioni, anche quelle in cui questo mi sembra poco opportuno. Rimango per esempio molto perplesso quando sento il personale sanitario di alcuni ospedali rivolgersi con il tu verso i pazienti. «Lo facciamo per essere più vicini empaticamente», mi hanno spiegato, ma si tratta di una risposta che non mi ha mai convinto perché so che nel mondo culturale di lingua tedesca si può essere vicini al paziente usando rispettosamente la forma di cortesia Sie.

Anche in certi uffici l’uso del tu sembra ormai ampiamente diffuso a tutti i livelli. Nei confronti degli stranieri, inoltre, il Lei è ritenuto addirittura superfluo. «Con loro basta usare un italiano basico del tipo tu fare, tu portare, tu andare… senza tanti fronzoli. Tanto non capiscono nulla!», mi hanno fatto notare. In realtà il burocratese è incomprensibile anche per molti italiani.

In varie situazioni lavorative, inoltre, il differente dosaggio tra tu e Lei tra dipendenti e direttori serve a dimostrare il proprio potere all’interno del gruppo. Si tratta spesso di una comunicazione non alla pari in cui il capo può permettersi di dare del tu a tutti i suoi impiegati, mentre loro sono costretti a usare con lui rispettosamente il Lei. Personalmente penso che questo tipo di comunicazione aziendale sbilanciato rispecchi un comportamento molto arrogante. «Almeno nei film di Fantozzi tutti si davano democraticamente il Lei anche se i protagonisti sbagliavano allegramente congiuntivi e imperativi!», mi ha detto un giorno, ironicamente, un’impiegata frustrata.

Secondo alcuni l’uso generalizzato del tu significa che la società sta diventando finalmente più democratica: siamo tutti alla pari, basta formalismi. Io, invece, mi sento un po’ a disagio quando queste regole non vengono rispettate almeno nei miei confronti. Tempo fa sono entrato in un ufficio perché avevo bisogno di alcune informazioni. Gli impiegati erano più giovani di me e non conoscevo nessuno di loro. Dopo le presentazioni reciproche, chiedo alcune informazioni e un’impiegata diventa la mia interlocutrice principale. Uso la forma di cortesia Lei e il dialogo va avanti per qualche minuto. Mentre spiego la situazione, la giovane impiegata mi interrompe e mi fa una proposta particolare:

«Ti dispiace se ci diamo del tu? Tanto ormai siamo in confidenza». In confidenza? Dopo pochissimi minuti di dialogo tra perfetti sconosciuti? Sono rimasto spiazzato da questa richiesta, passare da Lei a tu per me non è stato affatto semplice e così ho preferito usare forme verbali impersonali. È stato un dialogo surreale.

Qualcuno potrebbe sicuramente dire che dovrei sentirmi lusingato perché una giovane donna, sconosciuta, si è rivolta a me, signore di mezza età, in modo così confidenziale. Sicuramente in altre circostanze meno formali sarebbe stato così, ma non in quella situazione nella quale, secondo me, c’erano dei ruoli definiti da rispettare: lei impiegata, io cliente. Nessun altro rapporto!

Quando ero bambino mi fu spiegato che con le persone più “mature” ci si doveva rivolgere esclusivamente con il Lei (o il Voi). Il tu poteva essere dato solamente su esplicita richiesta della persona adulta. L’uso del tu indiscriminato tra adulti sconosciuti, inoltre, era considerato come un atto di maleducazione.

Per anni sono andato avanti così e ancora oggi molti conoscenti “maturi” di allora, diventati definitivamente anziani, continuano a darmi del tu, mentre io rispettosamente mi rivolgo a loro con il Lei anche se la mia barba è diventata bianca. Quasi nessuno mi ha mai detto ufficialmente «Diamoci del tu!». E adesso che sono diventato “maturo” io gli sconosciuti di ogni età mi danno del tu senza motivo. Evidentemente mi sono perso qualcosa nell’evoluzione della comunicazione tra generazioni in Italia.

Per favore… se non vi conosco datemi del Lei e magari un giorno vi offrirò il tu con un caffè.

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