Donne in carriera: Adriana Cammi

Ho un incarico in sintonia con la mia personalità

Introdurre l’intervista ad Adriana Cammi, la prima donna in Italia ad essere a capo di un reparto mobile – ex Celere, da sempre riserva dei signori uomini – non è facile.

Ora con la nomina di Adriana le donne dirigenti hanno ormai accesso a tutti i settori della Polizia. È certamente una vittoria femminile, ma anche una grande responsabilità.

La scelta di intraprendere la carriera in un corpo di polizia – ci racconta Adriana – è nata un po’ per caso. Poco dopo la mia laurea in giurisprudenza ho partecipato e superato il concorso per diventare Vice Commissario. Solo dopo aver iniziato a lavorare ho capito quanto fosse appassionante e che, per la sua proiezione verso il sociale e per la sua impostazione gerarchica al rispetto delle regole, rispondeva a caratteristiche particolarmente aderenti alla mia personalità.

Le mie mansioni sono prevalentemente burocratiche in quanto, essendo un funzionario (una sorta di Ufficiale) svolgo prevalentemente un’attività di dirigenza o comando. Mi sono sposata ed ho avuto dei figli. Ho divorziato dopo dodici anni di matrimonio ed ho gestito da sola due figli che all’epoca del divorzio erano ancora piccoli. Oggi hanno 21 e 17 anni. Sono sempre riuscita a conciliare il lavoro e gli impegni familiari anche se con qualche innegabile fatica in più. Il mio nuovo incarico non ha modificato il mio impegno che è sempre stato oneroso”.

Veniamo ora alle nostre consuete domande.

Che cosa significa essere una donna in carriera?

Faticare un pochino di più per affermarsi soprattutto perché gli impegni familiari ricadono ancora in misura maggiore sulla donna che, di conseguenza, deve dare il massimo in ambito familiare e contemporaneamente in ambito lavorativo.

Quanto tempo le è servito per farsi apprezzare nel suo ambito professionale?

In polizia sono ormai abituati ad avere delle donne dirigenti. Anche se il mio attuale reparto, non era mai stato diretto da una donna, i poliziotti che lo compongono non hanno manifestato alcuna resistenza nei miei confronti.

Quali difficoltà ha affrontato?

Le donne sono entrate in Polizia a pieno titolo nel 1981. Sicuramente le pioniere avranno incontrato delle difficoltà. Oggi la Polizia guarda con estrema attenzione alla valorizzazione della donna ai vari incarichi apicali. I Reparti Mobili costituivano l’ultimo baluardo esclusivamente maschile. Non ritengo vi siano difficoltà particolari determinate da una prevalenza numerica maschile, anche perché, trattandosi di una struttura gerarchica, viene riconosciuta la posizione di comando sia essa in capo ad un uomo o in capo ad una donna.

Ha percepito diffidenza?

Non dal momento come donna dimostri di essere in gamba e di saper fare il tuo lavoro.

Ostacoli ne ha incontrati?

Gli stessi che incontra qualunque donna che svolga un lavoro impegnativo. Forse una certa mancanza di fisicità quando una donna che svolge servizio di polizia giudiziaria entra in contatto coi delinquenti o servizi di ordine pubblico.

Svantaggi, vantaggi o privilegi?

Non esistono. Esiste solo, come per qualunque altro lavoro, il piacere di farlo se lo ami o il peso se non corrisponde alle tue aspirazioni.

L’intuito è una qualità soprattutto femminile?

Non credo. Esistono qualità delle persone, uomini o donne che siano.

Quanto conta l’arte della seduzione nel suo ambiente di lavoro?

Una donna seria e professionale non ricorre alla seduzione. Farlo può essere pericoloso, si rischia di pagare un prezzo molto alto.

Qual è la sua soddisfazione maggiore?

Fare bene il mio lavoro. Penso che lo stesso valga per un uomo.

Che atteggiamento assume i sottoposti di sesso femminile?

Assolutamente identico a quello nei confronti dei maschi, non vedo perché dovrebbe essere differente.

A che cosa ritiene di aver dovuto rinunciare per affermarsi professionalmente?

Ho una bella famiglia anche se non ho un più compagno che ho perso perché non era l’uomo giusto e non ho avuto ancora la fortuna di incontrarne un altro. Ho tanti amici che non vedo spesso. Ho pochi hobby. La cosa alla quale rinuncio di più è il riposo: quando finisco il lavoro in ufficio incomincio quello in casa.

A proposito di hobby quali sono i pochi che riesce a coltivare?

Il fitness, la lettura e il cinema.

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