Donne in carriera: Claudia Cattani

Importante non scoraggiarsi

Non è semplice né facile presentare Claudia Cattani che ha un compito molto complesso e impegnativo: far viaggiare bene i treni in Italia.

Non bastasse questa impresa ambiziosa (lo diciamo noi ovviamente), lei desidera creare maggiori spazio per le donne in azienda che, nel prossimo 2020, dovrebbero rappresentare il 30% del personale in ruoli rilevanti. Oggi le donne rappresentano circa il 20% del personale: un esempio confortante è constatare che a capo della direzione tecnica ci sia già una ingegnere!

Con l’augurio che quanto sopra si possa avverare con successo, lasciamo la parola a Claudia.

Sono nata a Rieti il 20 marzo del 1955.

Sposata con due figli; mio marito è medico di professione dentista; mia figlia è medico specializzanda in genetica medica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e mio figlio è studente di ingegneria matematica presso il Politecnico di Milano.

Dopo la laurea in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università degli Studi di Siena, ero orientata verso un lavoro in banca con predilezione per un Centro Studi di una grande Banca o della Banca d’ Italia. Venni, però, casualmente in contatto che ex colleghi di università che avevano scelto di lavorare presso i network mondiali della revisione e consulenza (all’epoca le cosiddette big eight) che si affacciavano al mercato Italiano proprio in quegli anni; ne rimasi attratta in quanto mi incuriosiva la novità della materia (External Audit) e l’ambiente di carattere internazionale in cui avrei operato.

Ho svolto quasi tutta la mia carriera professionale presso il network internazionale Deloitte, occupandomi di International tax law dal 1983 fino al 2016. In questo lungo arco di tempo ho percorso tutta la mia carriera da Senior advisor (1983), Dirigente Manager (1987), Senior manager (1989), Director ( 1992) fino a Equity Partner (1997) , status che ho mantenuto sino al 2016.

In questo lungo arco di tempo ho ricoperto crescenti ruoli di responsabilità sia di team di lavoro sempre più numerosi che di aree territoriali sempre più ampie, occupandomi di clientela nazionale e multinazionale di molteplici settori di attività.

Attualmente sono Presidente del Consiglio di Amministrazione di Rete Ferroviaria Italiana, la società pubblica che costruisce e mantiene in esercizio la rete ferroviaria in Italia e ne è il gestore unico.

Ho inoltre alcuni incarichi di membro del Consiglio di Amministrazione (LVenture Group, società quotata in borsa che opera nel settore delle start up) e di Presidente del Collegio Sindacale di importanti società tra cui BNL- Gruppo BNP Paribas.

In questa recente attività di Consigliere di Amministrazione e di Presidente del Collegio Sindacale, mi sono state molto utili le precedenti esperienze di lavoro; in particolare, oltre la generale ampia conoscenza di numerose grandi aziende, è risultata utile l’attività lavorativa svolta nei primi 3 anni successivi alla laurea (1980-83) di External audit per grandi società Italiane e subsidiary di società multinazionali, acquisendo una buona esperienza in attività di controllo dei bilanci societari. A tale proposito sostenni anche con successo un esame presso la Consob (autorita’ di controllo delle società quotate in borsa).

Fatte le presentazioni di rito. passiamo ora alle nostre consuete domande.

Quanto tempo le è servito per sentirsi apprezzata professionalmente

Sono stata la seconda donna assunta nel network italiano di Deloitte (1983) e la seconda donna manager in Italia (1987); sono stata la prima a continuare l’attività professionale anche dopo il matrimonio (1985), la prima donna manager a diventare mamma (1988) e bis mamma (1997); sono stata la seconda donna partner nel network Deloitte in Italia e la prima donna partner nel network Deloitte di consulenza.

Nonostante questa indubbia attività di “apripista”, non posso dire di aver avuto difficoltà a farmi apprezzare sotto il profilo professionale; al contrario, la mia carriera, non semplice nei network internazionali in cui operavo, molto meritocratici e competitivi, non ha sofferto di discriminazioni sotto il profilo della valutazione del merito. Tuttavia, ricordo come fosse molto difficile non scoraggiarsi poiché aleggiava sempre una sottile diffidenza sul fatto che avessi potuto a lungo continuare in quel faticoso lavoro nonostante la famiglia. Questa percezione psicologica, in realtà è faticosa da superare, soprattutto quando si è molto affaticati per dover conciliare lavoro impegnativo e famiglia. La tentazione di lasciare tutto è, quindi, sempre alle porte; per questo occorre il supporto del partner e raccontare le storie positive di chi è riuscita in questo arduo percorso.

In generale quali sono le difficoltà che una donna affronta nel mondo del lavoro

A parte quelle alle quali ho appena accennato, oggi, a differenza di ieri, le donne con un buon livello di istruzione sono molte, molto preparate e in indubbia competizione in un mondo economico in cui la domanda di lavoro è superiore all’offerta di giovani qualificati. Oggi, più di ieri, noto una certa contrapposizione tra uomini e donne che va necessariamente superata soprattutto con idonee politiche da parte delle aziende che mirano sempre di più a far emergere il talento, a prescinder dal sesso di appartenenza.

Quando cessa la diffidenza verso la donna a capo dell’impresa?

La diffidenza cessa sul campo quando la donna dimostra di essere un buon capo.

Vi sono oggi numerosi esempi di donne amministratore delegato; affinché ne aumenti il numero è opportuno diffondere la conoscenza di queste storie di successo.

Quali sono gli ostacoli principali che ha dovuto superare come donna manager?

Quelli diconciliare vita privata e lavorativa.

Nel suo percorso professionale si è mai sentita svantaggiata in quanto donna?

Pregiudizi di tipo culturale che purtroppo ancora oggi esistono, poiché ancora oggi rivestono ruoli di comando uomini che, per età, non hanno vissuto il cambiamento culturale che vi è stato nelle scuole e nella società, a seguito della massiccia presenza di giovani donne istruite e preparate in materie tradizionalmente riservate agli uomini. Però, come ho detto in precedenza, la mia carriera, non ha sofferto di discriminazioni sotto il profilo della valutazione del merito.

Vantaggi ritiene di averne avuti?

No, e in generale neppure credo ve ne siano. Lo stesso posso dire per i privilegi. In quanto donna non ne ho avuti e non ne ho.

Ritiene che l’intuito sia una qualità che premia soprattutto le donne?

Le donne in genere sono più intuitive; ciò è dovuto ad una generale maggiore capacità di cogliere aspetti anche secondari e di collegarli in modo non immediato.

Professionalmente, quanto conta per la donna in carriera la seduzione?

Non ritengo riveste, né debba rivestire, alcun ruolo

Qual è la soddisfazione maggiore per una donna manager?

Conseguire gli obiettivi in un clima di lealtà, di condivisione ed apprezzamento reciproco, da cui deriva la massimizzazione del lavoro di team.

Che atteggiamento assume nei confronti dipendenti femminili?

Personalmente cerco di avere lo stesso atteggiamento per uomini e donne.

A che cosa deve rinunciare la donna in carriera per affermarsi nel mondo del lavoro?

Le posso dire quello a cui non sono disposta a rinunciare io: alla famiglia e alla mia vita privata.

Tempo per praticare qualche hobby lo trova?

Se per hobby riteniamo e anche i viaggi e l’amore per la natura, sì.

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