Donne in carriera: Simona Quadarella. Non servono le rinunce ma lavorare sodo

La nostra bella e brava Simona Quadrella è nata a Roma nel 1999 e già da piccola era un vero “pesciolino” sostenuta dai suoi genitori e dalla sorella Erica – che sono tuttora al suo fianco – affronta più serena le inevitabili difficoltà.

La prima gara l’ha vinta quando aveva solo otto anni; le vittorie nella nazionale giovanile l’hanno aiutata a comprendere che può fare tanto in questo sport.

Si è diplomata al Liceo scientifico ed è anche fidanzata.

Allenata da Cristian Minotti che ritiene che dal punto di vista sportivo Simona: “è come un sogno che si è realizzato”.

Nel suo palmarès: la medaglia d’oro nei 1500 m stile libero ai Campionati mondiali giovanili di Singapore 2015, la medaglia di bronzo nei 1500 m stile libero ai Campionati mondiali di Budapest 2017, le 3 medaglie d’oro agli Europei del 2018: negli 800 metri, bissata successivamente nei 1500, per poi – pure stressata per lo sforzo – confermarsi con grinta anche nei 400, vincendo alla grande. Con una piacevole sorpresa: il nuovo record italiano negli 800 in 8’16”35.

Le vittorie ottenute diventano il trampolino di lancio per le competizioni successive: massima attenzione ora ai mondiali 2019 che si svolgeranno proprio nel mese di luglio (dal 12 al 28 luglio 2019 a Gwangju, in Corea del Sud – ndr).

Dopo di che Simona si preparerà ad affrontare le migliori atlete nel mondo alle Olimpiadi di Tokio del prossimo anno.

Anche a Simona abbiamo posto le nostre consuete domande.

Nel nuoto vale la differenza di genere?

Per noi donne è sempre più difficile farci strada, soprattutto in quegli sport che sono sempre stati considerati appannaggio maschile, per questo cerchiamo di dare sempre di più.

Quanto tempo necessita per farsi apprezzare come atleta donna?

Il tempo dipende da ognuna di noi, è un fatto soggettivo.

Nel tuo caso quali difficoltà hai dovuto affrontare per il fatto di essere donna?

Nel mio sport non ho ancora trovato grandi difficoltà per il fatto essere donna. Credo ce ne siano di più in altri sport, come ad esempio il calcio: tutti seguono quello maschile e pochi quello femminile. Anche se forse agli ultimi mondiali…

Quando cessa la diffidenza verso la donna atleta?

Quando le donne cominciano a vincere e si esprimono al meglio nella propria attività sportiva, e credo che noi nuotatrici agli europei di Glasgow lo abbiamo fatto, portando a casa tantissime medaglie.

Quali ostacoli ha dovuto superare?

Forse il fatto di essere troppo sottovalutata

Il fatto di essere donna comporta dei vantaggi o degli svantaggi?

Per mia esperienza non ci sono né svantaggi né vantaggi e nemmeno privilegi, basta andare per la propria strada e non farsi ostacolare da niente.

Nel suo settore agonistico conta l’arte della seduzione?

La seduzione in alcune situazioni può essere il sale, ma alla fine conta la qualità delle prestazioni sportive.

L’intuito è una qualità soprattutto femminile? Quanto conta nell’a sua attività?

Nello sport è importante, soprattutto nelle gare lunghe che faccio io, ma non credo che nelle donne sia superiore che negli uomini.

A che cosa deve rinunciare la donna per affermarsi?

Non è necessario che le donne rinuncino a qualcosa per fare carriera, come chiunque devono semplicemente lavorare parecchio.

Malgrado i suoi impegni, qualche hobby riesce a coltivarlo?

Nonostante il lavoro, per me oggi lo è, riesco sempre ritagliare un po’ di tempo per le mie passioni.

Foto © deepbluemedia.eu

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