È importante che l’apprezzamento “brava” prevalga rispetto al complimento “bella”

Ho avuto occasione di intervistare la meteorologa Serena Giacomin, poco dopo i disastri che si sono verificati in Italia dal Nord al Sud.

Quando si vedeva e si sentiva di uragani, smottamenti, nubifragio, tempeste e quant’altro in Paesi lontani ne eravamo sinceramente coinvolti e vicini alle popolazioni colpite, ma mai pensavamo che la Natura potesse infierire un colpo così duro all’Europa.  Non entro nei particolari perché tutti ormai, attraverso la TV e la stampa li conoscono specialmente chi ha subito danni.

Ora mi domando cosa succederà nel 2019 e negli anni a venire?

Lascio la parola all’esperta che ci racconta di lei, con quanta passione ha studiato nei minimi particolari la meteorologia quella materia che potrebbe aiutarci a comprendere cosa potrà ancora verificarsi, senza tuttavia azzardare una previsione, confermando, però, che climaticamente, si è verificato un radicale cambiamento.

Fin dall’età di 8 anni ho iniziato ad andare in barca a vela, grazie alla passione trasmessa da mio papà. Per questo motivo ho sviluppato molta curiosità nei confronti dei fenomeni naturali legati all’aria e all’acqua: capire e interpretare il comportamento del vento e del mare sono aspetti importanti per chi va per mare, innanzitutto per la sicurezza, ma anche per poter vincere le regate! Così ho iniziato ad osservare attentamente il cielo e l’ho studiato nel modo più approfondito, anno dopo anno, fino al termine del mio corso di laurea in fisica. E poi? Ho continuato a studiare, perché non si finisce mai di imparare soprattutto quando si ha a che fare con l’anima caotica e turbolenta della nostra atmosfera.

Riguardo la mia vita: sono nata a Cernusco sul Naviglio, un comune in provincia di Milano. Fino alla scuola superiore ho proseguito i miei studi vicino casa, vivendo con i miei genitori, per frequentare il Liceo Scientifico Machiavelli. L’Università invece l’ho fatta a Bologna, alla facoltà di Fisica, seguendo l’indirizzo di Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia. Dopo la laurea ho frequentato un Master al Politecnico di Milano nel settore energetico, in particolare su rinnovabili ed efficienza, per poi essere assunta in ENI come fisico-ingegnere di giacimento nel reparto di tecnologie avanzate. In pochi mesi ho deciso di cambiare vita, per ritornare al mio originario ruolo di fisico dell’atmosfera, con attività di analisi previsionale e parallelamente di divulgazione. Oggi lavoro al Centro Epson Meteo come meteorologa professionista, e sono climatologa e presidente dell’Italian Climate Network, il movimento italiano per il clima. Conduco le rubriche meteo in onda sui canali Mediaset e tramite le principali radio nazionali. Oltre alle attività di analisi previsionale, sono impegnata nel Progetto Scuole per portare meteo e clima tra i banchi dei bambini e dei ragazzi di oggi.

Non sono sposata, ma convivo con il mio compagno di vita, ho un piccolo bambino di nome Filippo. La maternità mi ha dato ancor più determinazione e motivazione. Ho la fortuna di fare un lavoro che amo e in cui credo. Nel futuro vorrei che la meteorologia fosse una materia riconosciuta da tutti come importante soprattutto in termini di protezione civile. E, ovviamente, credo in uno sviluppo sostenibile che possa rispettare il nostro clima maltrattato. Pensare a Filippo mi fa sentire un brivido: credo che i giovanissimi come lui avranno molti problemi da risolvere a causa nostra. Non lo trovo giusto per un principio di equità intergenerazionale. E, come mamma, sono ovviamente dispiaciuta e preoccupata. Riguardo alla carriera: la mia unica carriera è fare le cose per bene; conciliare la maternità con il lavoro, non è facile, ma le soluzioni si trovano – anche se con fatica – giorno dopo giorno”.

A questo punto veniamo al nostro consueta scambio di risposte e domande

In quanto donna, le è servito del tempo per farsi apprezzare nel suo ambito professionale?

Anni, decenni. In generale la professionalità credo si possa misurare in termini di cultura, esperienza e capacità. Tutte queste qualità maturano e crescono con il tempo, occorre allenarsi, senza fretta. Per una donna queste regole sono più dure: l’importante è far emergere l’aggettivo “brava” rispetto al complimento “bella”, dimostrando instancabilmente le proprie potenzialità.

Quali sono le principali difficoltà che ha dovuto affrontare?

La difficoltà più grande da superare è il pregiudizio. Ad esempio, il pregiudizio che “il genere femminile sia per natura meno portato per le materie scientifiche, mentre gli uomini sarebbero più meritevoli”. Purtroppo non sono credenze da Medioevo: quelle nel virgolettato sono alcune delle affermazioni fatte da un docente dell’università di Pisa, Alessandro Strumia, in un workshop organizzato dal Cern a Ginevra (settembre 2018). Nel suo intervento il ricercatore ha detto che “la fisica è stata inventata e costruita dagli uomini. Non si entra per invito“. Con grafici e tabelle, ha ricordato come “gli uomini preferiscano lavorare con le cose, e le donne con le persone” e per questo le donne sarebbero più portate per le materie umanistiche rispetto a quelle scientifiche. E secondo Strumia, ci sono “differenze nei sessi già nei bambini, prima che l’influenza sociale intervenga”.

Ritiene che le intuizioni siano una prerogativa soprattutto femminile?

Non so se le intuizioni femminili siano superiori a quelle maschili, ma con tutta probabilità sono diverse. Credo molto nella cooperazione, nella collaborazione, nel team. La squadra che vince è quella in cui vengono sfruttate le diverse qualità di tutti gli individui, donne e uomini.

Quanto conta a suo avviso per la donna in carriera l’arte della seduzione? Anche allo stato inconscio.

L’arte della seduzione non deve contare niente. La carriera va assolutamente costruita su un’altra base. Tra l’altro noi donne abbiamo tutti gli strumenti per fare una buona carriera senza dover utilizzare la seduzione.

Qual è per lei la soddisfazione maggiore in ambito professionale?

La soddisfazione maggiore per una donna manager credo sia la stessa soddisfazione di un uomo: raggiungere gli obiettivi lavorando bene, con professionalità.

A che cosa ritiene di dover, o di aver dovuto rinunciare per affermarsi nel suo lavoro?

A quello a cui devono rinunciare tutte le donne nelle mie condizioni: riposarsi!

Come donna impegnata professionalmente e come madre, trova il modo e il tempo per coltivare qualche hobby?

Di solito, con una buona organizzazione, si riesce a fare tutto. Inoltre, sono convinta che avere passioni faccia addirittura lavorare meglio, in modo più efficace. In particolare lo sport aiuta. Nopn a caso credo valga ancora il detto: “Mens sana in corpore sano”.

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