Editoria: “più libri più liberi” festeggia 18 anni, focus sull’Ue

Una “vera e propria comunità di lettori” intorno a uno degli appuntamenti più attesi nel panorama culturale della Capitale. Annamaria Malato, presidente di Più libri più liberi, parla con orgoglio della Fiera nazionale della piccola e media editoria, che torna a Roma dal 4 all’8 dicembre. La manifestazione festeggia quest’anno i suoi primi 18 anni: “Credo di poter dire che sia una sfida vinta – prosegue Malato conversando con 9colonne -. Una Fiera che è cresciuta in modo costante dal 2002 a oggi, abbiamo più di 670 incontri, 520 espositori e 1500 scrittori e autori che passeranno in sala”.

La Fiera diventa quindi maggiorenne: un traguardo importante festeggiato ponendo al centro del programma il tema nevralgico dell’Europa. La manifestazione è promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e si conferma come l’evento culturale più importante della Capitale – ormai sempre più riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale – dedicato esclusivamente agli editori indipendenti italiani. Quest’anno oltre 520 espositori, provenienti da tutto il Paese, presenteranno al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 670 appuntamenti in cui ascoltare autori, assistere a letture, dibattiti, performance musicali e incontrare gli operatori professionali. La Fiera conferma inoltre la sua dimensione internazionale, anche in vista del Salon du Livre 2021, in cui l’Italia sarà ospite d’onore. In occasione della manifestazione saranno presentati anche i primi dati dell’indagine aggiornata sull’Osservatorio import-export dei diritti, a cura di AIE. Un appuntamento che “gode di ottima salute”, ha commentato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, ricordando che la città “nei prossimi anni vivrà anche del settore culturale“. Il “cuore dello sviluppo” della Capitale “è la sua produzione culturale“, insiste Luca Bergamo, vicesindaco di Roma, sottolineando l’importanza dell’appuntamento: “è importante che esista una fiera della piccola e media editoria, una delle condizioni della diversità culturale. È importante che sia a Roma e che sia la più grande. E’ importante per chi ne è protagonista, e cioè gli editori“. Secondo il vicesindaco della Capitale, la Fiera ha anche “un approccio costruttivo al mondo contemporaneo” e offre “un contributo al dibattito pubblico“. “Roma”, conclude il vicesindaco, “è la città dell’intelligenza, che ospita un’importante comunità accademica e il più grande corpo di istituzioni culturali pubbliche del paese“.

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