Fahim

Costretti a fuggire dal Bangladesh, Fahim e suo padre partono alla volta di Parigi. Al loro arrivo, costretti a vivere come immigrati clandestini, tra vagabondaggio, trauma culturale e rischio di espulsione, cominciano una vera e propria corsa a ostacoli per ottenere asilo politico, con la minaccia di venire ricacciati in patria in qualsiasi momento. Grazie al suo talento per il gioco degli scacchi, Fahim incontra Sylvain, uno dei migliori allenatori di scacchi francesi, deciso a fare di lui un campione. Superando la diffidenza iniziale, instaurando un rapporto di sincera amicizia Sylvain lo porterà al campionato nazionale, dove Fahim si giocherà l’unica possibilità di rimanere nel paese che ha accolto lui e suo padre: diventare campione di Francia.

Ispirato ad una storia vera, raccontata in un’autobiografia pubblicata nel 2014, Fahim resta soprattutto il ritratto dai contorni drammatici, onesto e coraggioso di un giovane che si batte per i propri sogni e ci fa crescere con lui grazia alla sua perseveranza, la sua gentilezza malgrado tutto, il suo ottimismo e la resilienza.

Alle prese con un tema di quelli che si guadagnano le prime pagine dei giornali e che divide l’opinione pubblica, Laval adotta un tono narrativo privo di quella retorica che tendenzialmente tranquillizza la coscienza di chi spesso non ce l’ha. Ciò non toglie che lo spettatore si trovi spiazzato da un sentimento di impotenza quando è confrontato con la realtà in cui, nel perfetto rispetto delle leggi, un essere umano finisce per essere trattato come un nulla inanimato.

Un Film di: Pierre François Martin Laval

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