Filippo Tortu batte il record italiano dei 100 metri di Pietro Mennea

A distanza di 39 anni da quello storico 4 settembre 1979 di Città del Messico, dove Pietro Mennea aveva corso in 10.01, Filippo Tortu è sceso sotto la barriera dei 10 secondi. 9’’99 è il quarto crono all-time fatto segnare da un uomo bianco, dietro solo al francese Cristophe Lemaitre (uno che ha vinto anche due bronzi olimpici, 9,97 e poi 9.92) e all’azero naturalizzato turco Roman Guliyev (oro mondiale), unici ‘bianchi’ a sfondare i 10 secondi.

Mennea, che su quel muro si era fermato per appena un centesimo, non è cancellato. Non potrà mai esserlo: del resto ha vinto le Olimpiadi, impresa che probabilmente resterà ineguagliabile in tempi moderni, e poi resiste l’altro suo record, quello sui 200 metri di 19’’72, ancora più iconico e tutt’oggi record europeo.

Anche solo di riflesso, però, per aver messo il suo nome al posto di quello di un mito, da oggi Tortu è entrato un po’ nella leggenda. E la sua storia, a soli 20 anni e con le braccia aperte sul futuro, è ancora tutta da scrivere.

Ora Tortu ha un obiettivo preciso: ad agosto, sarà a agli Europei di Berlino nella speranza che possa strappare una preziosa medaglia nei 100 metri frantumando (chissà) il record stabilito a Madrid.

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