Incontro con Diego Erba, coordinatore del Forum per l’italiano in Svizzera

Molto resta ancora da fare e siamo intenzionati a farlo

Affrontata la questione relativa alla situazione dell’insegnamento dell’italiano nella Svizzera non italiana, nel colloquio con il Consigliere di Stato Manuele Bertoli, con Diego Erba sotto la lente abbiamo messo il ruolo e la funzione che riveste il Forum per l’Italiano.

Il Forum per l’italiano in Svizzera è stato costituito il 30 novembre 2012 a Zurigo per iniziativa del Cantone Ticino e del Canton Grigioni. Chi ne fa parte? Com’è organizzato?

Il Forum si compone di 37 organizzazioni che in Svizzera promuovono la lingua e la cultura italiana. Essenzialmente vi sono quattro tipologie di aderenti: le autorità istituzionali (Ticino, Grigioni, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Ambasciata d’Italia a Berna, Deputati alle Camere federali, ecc.); numerose organizzazioni culturali, fra cui la Dante Alighieri; le associazioni italo-svizzere; le università, in particolare le cattedre d’italianistica con sede nella Confederazione. Il Forum opera attraverso un Comitato direttivo e quattro gruppi di lavoro che si occupano, rispettivamente, dell’italiano nelle istituzioni, nella formazione, nella vita cultura e sociale e, da ultimo, dell’italiano nel contesto della globalizzazione.

Come si concretizza nei fatti il ruolo del Forum?

Lo scopo dichiarato all’atto della sua costituzione: la corretta collocazione entro il 2020 dell’italiano nel quadro del plurilinguismo costituzionale della Svizzera, che deve essere una realtà effettiva. Avvicinandosi la data posta con orizzonte temporale, per quanto l’aggettivo corretto sia relativo, e gli scopi servano soprattutto da stimolo, credo si possa dire che in quella direzione molto resti ancora fare.

Una delle accuse rivolte al Forum è quello di essere troppo focalizzato a sud della Alpi: Ticino e Grigioni italiano, sottovalutando il fatto che a Nord delle Alpi risiedono più dei 2/3 dei parlanti italiano. Dal vostro osservatorio come valutate la vitalità dell’italiano?

È un’accusa infondata. Se è vero che l’iniziativa per il Forum ha preso avvio dai cantoni Ticino e Grigioni, è altrettanto vero che le organizzazioni che compongono il Forum hanno sede e raggio d’azione soprattutto nella Svizzera tedesca e nella Svizzera francese. Ognuna di loro ha ampi spazi d’autonomia e d’attività e il Forum si limita a coordinare il tutto, affinché tutti remino nella stessa direzione. Oggi il Forum è un punto di riferimento per la Confederazione e una spina nel fianco per numerosi cantoni che non valorizzano o non offrono a sufficienza l’italiano nelle loro scuole. L’italiano è sicuramente presente e vitale, ma deve confrontarsi con altre lingue ritenute più utili (l’inglese) e corre spesso il pericolo di essere dimenticato negli altri contesti linguistici del Paese. Da qui l’attenzione maggiormente – o quasi esclusivamente – rivolta a quanto avviene Oltre Gottardo. Segnali confortanti sono la presenza di una nuova emigrazione italiana in Svizzera e l’aumento al Politecnico di Zurigo del numero di studenti e di professori italiani.

Il fatto straordinario della Presidente del Consiglio nazionale che ha annunciato che nel 2019 presiederà i lavori in italiano e lo stesso faranno i parlamentari provenienti dalla Svizzera italiana, potrebbe rivelarsi un’opportunità da cogliere al volo. Come approfittarne?

Non solo è un’opportunità, ma è un’occasione quasi irripetibile per sensibilizzare la popolazione e i politici dell’esistenza, ma anche del valore culturale della nostra lingua. Diverse organizzazioni già si sono attivate nel promuovere iniziative in ambito culturale, per richiamare l’attenzione sull’italiano e la sua cultura. Un anticipo l’avremo già a novembre a Ginevra quando i responsabili delle Cattedre d’italianistica si riuniranno per dibattere attorno al tema “L’italiano in Svizzera. La Svizzera in italiano”. Farà seguito un monitoraggio promosso dal Forum sulle possibili conseguenze legate agli avvicendamenti futuri dei professori che insegnano nelle Cattedre d’italianistica. A Zurigo in dicembre si organizzerà una giornata di riflessione dal titolo “Il posto dell’italiano in Svizzera”. Altre iniziative sono in programma nel 2019. Per saperne di più si può consultare il nostro sito www.forumperlitalianoinsvizzera.ch dove è presente una ricca rassegna stampa sull’italiano nella Confederazione elvetica.

Non dimentichiamo poi la ritrovata presenza di un italofono nel Consiglio federale. L’elezione di Ignazio Cassis nel 2017 è un ulteriore sostegno per la promozione dell’italiano nell’amministrazione federale e per ribadire ancora una volta che l’italiano è lingua nazionale ed è parte integrante del plurilinguismo svizzero. Anche per questo merita rispetto.

Malgrado cambiamenti e tagli, oggi sono ancora soprattutto i corsi di lingua e cultura sostenuti dallo stato italiano che svolgono un ruolo importante nella promozione della lingua italiana in ambito di scuola dell’obbligo. Quali sono i rapporti con le istituzioni italiane in Svizzera?

I rapporti con le istituzioni italiane sono ottimi. Frequenti sono i contatti e le collaborazioni con l’ambasciatore d’Italia a Berna Marco Del Panta, come pure con la Camera di commercio italiana per la Svizzera – rappresentata nel Comitato direttivo del Forum, l’Istituto italiano di cultura di Zurigo, i Comites e altre organizzazioni italiane in Svizzera.

I corsi di lingua e cultura sostenuti dall’Italia che hanno luogo nel nostro Paese sono molto importanti. Gli ultimi dati in nostro possesso parlano di oltre 10000 presenze, non solo di nazionalità italiana. Con l’Ambasciata si sta valutando la possibilità di suddividere gli interventi: nelle elementari organizzare i corsi di lingua e cultura sostenuti dall’Italia, mente a livello di scuola media fare in modo che i cantoni offrano a loro spese l’italiano facoltativo agli studenti e studentesse. In questo modo si possono utilizzare al meglio le risorse disponibili. Altre iniziative in atto riguardano l’organizzazione da parte di alcuni cantoni della maturità liceale bilingue tedesco /italiano o francese/italiano. Un’attenzione particolare il Forum la rivolge pure all’offerta dell’italiano nelle scuole d’indirizzo professionale, molto frequentate in Svizzera, dove la presenza dell’italiano è insoddisfacente

Qualche tempo fa si è parlato della possibilità di far nascere in Svizzera una fondazione che di concerto con le autorità italiane potesse coordinare, sostenere e gestire corsi d’italiano. Che ne è stato?

Per il momento rimane solo un’ipotesi che – a mio giudizio – difficilmente potrà concretizzarsi a breve termine. Questo non tanto per delle riserve da parte delle autorità italiane quanto per la particolarità del sistema formativo svizzero che assegna ampie autonomie d’azione ai cantoni e, per il settore post obbligatorio, alla Confederazione. Queste complessità e ripartizioni di compiti non facilitano di certo le cose e la nascita di una fondazione come quella prospettata non apporterebbe molto di più di quanto oggi già facciano le autorità italiane e svizzere (federali e cantonali). Oggi in Svizzera le attività di coordinamento in materia scolastica e d’insegnamento delle lingue sono attuate dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) in stretta collaborazione con la Confederazione. Già si è detto delle difficoltà che qua e là s’incontrano. Non credo che una Fondazione potrebbe fare di più e di meglio, anzi!

Il prossimo 24 novembre il Forum terrà la sua Assemblea generale. Quali sono i principali punti all’ordine del giorno?

All’ordine del giorno avremo il resoconto sull’attività svolta dal Forum e su quanto s’intende fare nei prossimi anni. Vi sarà pure una parte dedicata ai conti e al preventivo del Forum, ma soprattutto sarà l’occasione per lanciare pubblicamente il Concorso “Parli italiano? Ti prendo in parola!” rivolto a bambini, giovani e adulti. A Grono, sede della nostra Assemblea, festeggeremo pure l’attività della Pro Grigioni italiano per i suoi cento anni di promozione della lingua e cultura italiana nei Grigioni. Proprio poche settimane fa il 65% degli elettori e delle elettrici ha riaffermato la necessità di continuare a insegnare l’italiano già dalle scuole elementari grigionesi. Indubbiamente un bel regalo per quest’ anniversario!

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