Incontro con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Il 30 dicembre 2016 i Pooh hanno dato ufficialmente il loro addio alle scene dopo 50 anni di carriera. Riccardo Fogli e Roby Facchinetti, rappresentanti storici della band, continuano a scrivere in duetto la storia – con concerti in tutta Italia e con il disco dal titolo Insieme, pubblicato in primavera per Sony Music Italia. Il 2 dicembre prossimo il duo si esibirà a Bienne – Svizzera – nell’ambito delle Christmas Sessions 2018.

 

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, presumiamo che il concerto a Bienne sarà un tributo alla vostra storia con i Pooh.

Fogli: Tutto quello che vi aspettate, noi lo canteremo. Ci divertiremo a cantare insieme.

Facchinetti: Io e Riccardo, o meglio “il Fratellone”, abbiamo fatto la storia. Una storia che è iniziata nel 1966 con i Pooh. Il gruppo si era formato a gennaio, io sono entrato nella band in aprile mentre Riccardo è arrivato a giugno. I sette anni, in cui Riccardo è rimasto nella band, secondo me, sono stati gli anni sotto certi aspetti più belli, o meglio, i più formativi. Sognavamo di fare successo in mezzo a migliaia e migliaia di gruppi che nascevano ogni giorno, e che poi, magari, morivano dopo qualche mese. Noi invece abbiamo raggiunto la vetta del successo, arrivando primi in classifica entro pochi anni con i brani Tanta Voglia di Lei e Pensiero.

 

Il brano Piccola Katy ha anticipato il successo dei Pooh.

Fogli: Sì, infatti, il successo, lo ha preparato quel brano. Sulle spiagge italiane all’epoca si sentiva solo Piccola Katy, e noi eravamo quelli di Piccola Katy. Il brano ci ha permesso di pagare gli strumenti necessari per andare avanti – dato che eravamo pieni di cambiali. E da lì abbiamo cominciato a lavorare forte.

Facchinetti: Far parte di un gruppo all’epoca significava non solo acquistare gli strumenti, ma l’intero impianto con le luci e i microfoni. Erano investimenti importantissimi. Se come gruppo non avevi la fortuna di essere sostenuto da genitori ricchi, facevi fatica ad andare avanti. Insomma: se non fosse stato per Piccola Katy non avremmo potuto intraprendere il nostro cammino artistico.

 

Negli anni Settanta eravate all’avanguardia, tra i primi ad utilizzare il laser durante i concerti.

Facchinetti: Non solo il laser, ma anche l’hammond L-122, che all’epoca costava sulle 300 mila lire e pesava ottantasette chili. Eravamo noi stessi a caricarlo sul camioncino e portarlo in giro per l’Italia.

 

Che cosa avete provato, quando vi siete resi conto del vostro successo?

Fogli: Mi ricordo che agli inizi Facchinetti ed io vivevamo a Bologna in una pensione – pulita, ordinata, ma la stanza era da dividere, senza bagno. Mangiavamo pane e mortadella per risparmiare. Il successo invece ci ha permesso di sederci ogni tanto al ristorante a mangiare dei tortellini. Prima, il ristorante per noi era un mito: ci passavamo davanti e sognavamo di mangiare un giorno un bollito, o una cotoletta. Dopo il successo di Tanta Voglia di Lei, abitavamo in una pensione più grande e di tanto in quanto ci potevamo concedere un pasto caldo.

Facchinetti: Successo o non successo, avevamo sempre i piedi per terra. Quella è stata la caratteristica che ci ha accompagnati in tutti questi anni, perché il successo ce lo siamo guadagnati. Sappiamo che cosa significa e quanto può esser duro arrivare al successo; e sappiamo che è ancora più duro mantenerlo.

 

Ci sono momenti in cui il successo vorreste metterlo da parte?

Facchinetti: Non direi. L’importante è rimanere con i piedi sempre per terra. C’è un episodio che mi va di raccontare: Riccardo anni fa ha comprato una Porsche … Fratellone, quanto è costata? 350 mila lire?

Fogli: Sì, sì, era di sesta mano. Però 350 mila lire, all’epoca erano veramente tanti …

Facchinetti: … Ci trovavamo a Roma per una serie di concerti. Suonavamo tutti i giorni, tranne il lunedì. Un lunedì, dunque, Riccardo ci ha detto di doversi recare a Piombino per realizzare il sogno della sua vita e acquistare una Porsche. C’era quindi questa Porsche usata …

Fogli: … che non teneva la seconda marcia! Io usavo frizione, freno e nel contempo dovevo tenere la mano sul cambio, per non rischiare che mi scappassero le marce …

Facchinetti: … il giorno dopo sei poi arrivato a Roma per dirci …

Fogli: … “ragazzi, questa sera lasciamo il camioncino davanti l’albergo e andiamo a suonare con la mia macchina.” Siamo partiti. Su un grande rettilineo ho detto a tutti: “Tenetevi forte. Sentite che prima!” Ho cambiato marcia, accelerato e ad un tratto si è spaccato tutto. Il motore è andato in fumo!

Facchinetti: Alla fine ci siamo trovati lui alla guida e noi altri a spingere (ride). Insomma, abbiamo vissuto dei momenti veramente belli. Ci siamo divertiti.

 

Si può dire che siete ben riusciti a gestire la vostra fama. Non per tutti gli artisti è facile.

Facchinetti: No, non è facile. A volte mi chiedo: “come abbiamo fatto? Come siamo riusciti a fare tutti questi viaggi insieme, a volte facendo sei o settecento chilometri di notte, arrivando in albergo alle sette di mattina, per poi svegliarsi a mezzogiorno per montare gli strumenti e gli apparecchi? Insomma, viaggiavamo, guidavamo io e il Fratellone … Essere una band in quegli anni, significava tutto questo.

Fogli: Era il sale della vita, il fatto di stare sempre insieme, a parlarci, a raccontarci delle storie – l’unione della nostra amicizia era molto forte.

 

Presumo che mettere insieme quattro punti di vista, non sia sempre stato facile. Si sa che avete avuto anche qualche scontro. Questa vostra riunione ha fatto storcere il naso a qualcuno?

Fogli: Assolutamente no, perché abbiamo messo d’accordo un po’ tutti con la nostra musica. Facchinetti, che non lo dice mai, è uno dei più grandi autori di musica pop viventi. Scrivere delle canzoni di successo nel corso di quaranta, anzi cinquant’anni, vuol dire qualcosa. È questa la forza del gruppo. Noi non andiamo in giro a cercare gli autori. Li abbiamo in casa! Valerio Negrini, per tornare ai tempi di allora, ha sempre scritto dei testi geniali. Facchinetti metteva delle musiche e noi le nostre voci. Dodi Battaglia quando suonava la chitarra era un genio. Insomma: avevamo tutto, una band completa.

 

Valerio Negrini, scomparso nel 2013, come ve lo ricordate?

Facchinetti: Valerio innanzitutto è il fondatore dei Pooh. Senza di lui non saremmo mai esistiti. E poi è riuscito a raccontare tutto nei suoi testi. Per cui quello che è rimasto dentro di noi è indescrivibile. Ogni sera, quando canto i suoi testi, improvvisamente scopro una parola nuova che magari non avevo mai notato prima. Oppure mi accorgo di frasi, della cui profondità non mi ero reso conto. Negrini non era uno che si limitava a testi d’amore. Parlava di tutto: dei suoi viaggi nel mondo, della solitudine, dell’amicizia, dell’omosessualità. Ha esposto temi politici e sociologici e fatto riferimento addirittura a dei personaggi mitologici. Ha raccontato, rispetto ad altri autori, veramente tutto.

 

Musicalmente all’inizio della vostra carriera siete approdati al progressivo, al genere beat. Vi siete staccati poi con gli anni, avvicinandovi man mano al pop.

Facchinetti: Suppongo che tu ti riferisca a Parsifal, del 1973, oppure a Padre del Fuoco, Padre del Tuono, Padre del Nulla che avevano il sapore della musica beat. Le nostre radici sono fondate sulla grande melodia italiana. E queste radici hanno caratterizzato la nostra storia musicale, che si è evoluta negli anni.

 

Una storia che avete raccontato anche in tour quest’estate?

Fogli: Assolutamente sì. Presentare i nostri brani storici insieme al nostro ultimo disco Insieme, è stato un vero trionfo.

Facchinetti: Abbiamo sentito un affetto indescrivibile da parte del pubblico. Al momento siamo in pausa – e già ci manca il palco! Siamo contenti, anzi felici di ritornare in Svizzera a dicembre, dopo parecchio tempo. Dunque, vi aspettiamo a Bienne.

Fogli: Buttate giù la pasta che stiamo per arrivare!

di Salvatore Pinto e Luca D’Alessandro

www.christmas-sessions.ch

Christmas Sessions 2018
29.11. – 02.12.2018
Kongresshaus, Zentralstrasse 60, 2502 Biel/BienneProgramma:
29.11., ore 20: Manfred Mann’s Earth Band
30.11., ore 20: Philipp Fankhauser & Seven
01.12., ore 20: Adel Tawil
02.12., ore 19: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli (Supporting Act: Roberto De Luca)

 

 

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