La Fiera del libro di Francoforte compie 70 anni

Conosciuta soprattutto con il suo nome originale, “Buchmesse”, la Fiera del libro di Francoforte, compie 70 anni. L’evento forse più atteso al mondo, certamente in Europa, che si tiene ogni anno in ottobre, precisamente quest’anno dal 10 al 14. Circa 7 mila espositori da 100 paesi del mondo, 5 giorni (di cui tre dedicati agli operatori del settore: editori, agenti letterari, grandi distributori). 10 padiglioni, dedicati ciascuno a un’area geografica o merceologica diversa, con un paese ospite che si alterna di anno in anno e che stavolta è la Georgia.
La storia di questa fiera ha radici lontane, da ricercarsi addirittura agli albori della carta stampata, nel quindicesimo secolo, quando Johannes Gutenberg, a Magonza (vicino a Francoforte), inventò la stampa a lettere mobili che avrebbe rivoluzionato il mondo del libro. Fino al Seicento la fiera di Francoforte catalizzava l’interesse di tutti i bibliofili d’Europa, fin quando i cambiamenti politici e la censura introdotta con rinnovato vigore dalla Controriforma cattolica fece migrare la maggior parte degli editori interessati ad esporre i loro prodotti a Lipsia, che prese il posto di Francoforte.
Ma la storia, si sa, è un cerchio: Dopo la divisione della Germania nel 1949, Lipsia si ritrovò “dall’altra parte” del muro, nella DDR controllata dall’Unione Sovietica. Va da sé che da quel momento, per molto tempo a venire, perse la sua attrattiva come polo culturale, almeno per il mondo occidentale. Ecco allora tornare sulla scena la città di Francoforte, che da quell’anno riprese a ospitare la famosa Buchmesse, che ad oggi attira una media di quasi 300 mila visitatori ogni anno, compresi migliaia di giornalisti e centinaia di migliaia di operatori del settore.
Come sempre, anche quest’anno si consolida la presenza dell’editoria italiana. Lo Spazio Italia, stand collettivo italiano, riunirà 133 editori in oltre 500 metri quadrati di spazio espositivo e sarà la vetrina tricolore alla 70ma edizione del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero.
Tra gli editori italiani presenti anche quattro aree regionali: il Lazio con 38 espositori, il Piemonte con 33 espositori, la Sardegna (in collaborazione con l’Associazione Editori Sardi) con 7 espositori e la Regione Veneto con 20 espositori.
La tradizionale collettiva italiana – organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), Ministero dello Sviluppo Economico e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – si troverà nella Hall 5.0, stand C36 e C37.
Per la prima volta all’interno dello stand italiano è stata realizzata un’area incontri di circa 40 metri quadrati grazie al supporto dell’Agenzia Nazionale del Turismo Enit in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di Berlino e Colonia. In questo spazio si svolgeranno incontri dedicati al pubblico professionale e istituzionale dal mercoledì al venerdì, mentre sarà aperto al pubblico generico nel weekend in un’ottica di avvicinamento al 2023, quando l’Italia sarà ospite d’onore, come già annunciato lo scorso febbraio dall’ex ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, che ha sottoscritto l’accordo con il direttore della Frankfurter Buchmesse, Juergen Boos, alla presenza del presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi.
Mercoledì 10 ottobre sarà l’attuale ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli – accompagnato dal presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – a inaugurare il padiglione italiano nella giornata di apertura, alle 10.30, insieme a tutti gli editori italiani presenti. La cerimonia si aprirà con il ricordo di Inge Feltrinelli, a cura di Achille Mauri e dello stesso presidente Levi che, nei giorni scorsi, ha rivolto parole affettuose a quella che veniva considerata come la regina dell’editoria italiana ed europea: “La Buchmesse di Francoforte era un po’ la seconda casa di Inge”. E Francoforte, infatti, era il luogo in cui maggiormente si muoveva a suo agio. Aveva cominciato ad andare alla Fiera nei primissimi anni Sessanta, insieme con Giangiacomo, che in soli due anni, 1957 e 1958, aveva pubblicato due bestseller mondiali, Il dottor Živago e Il Gattopardo.

Lascia un commento

X

Newletter - La Rivista