La Piccola Venezia di Zurigo (Das Venedigli)

È uscita la seconda edizione con l’aggiunta dell’inedito Statuto originale, con la prefazione di Corine Mauch, sindaco di Zurigo.

La Società Di San Marco

Nel 1743, tredici giovani zurighesi, discendenti dalle casate più illustri della città, che nella prima gioventù erano stati per motivi di studio e di commercio a Bergamo e a Venezia, decisero di fondare la Società Di San Marco (S.D.S.M.), per sottolineare appunto il loro stretto legame con la Serenissima Repubblica. Così degli svizzeri, famosi per la loro nostalgia di casa quando si trovavano all’estero, operavano «una contraffazione nostalgica e gioconda nello stesso tempo, della Venezia vera». Nostalgica fu anche la scelta della sede che cadde su una modesta villetta appartata, che era stata, dai primi anni del XVII secolo, anche residenza dei rappresentanti veneziani presso il governo della città. Quella villetta, la cui prima costruzione risaliva alla fine del Cinquecento, rispondeva in tutto e per tutto allo scopo che i tredici soci si erano prefissato, creare cioè un sodalizio per passare il tempo libero e discutere di affari e di cultura nel ricordo della loro prima gioventù passata nel territorio della Serenissima Repubblica, con la quale intendevano sempre più rafforzare i rapporti di commercio e di amicizia. La costruzione, con i tipici frontoni del tetto a scalini (Treppengiebel), si trovava sulla riva sinistra del lago, in un luogo abbastanza appartato e poco distante da Zurigo, precisamente a Enge, allora un modesto villaggio, che tuttavia faceva, e lo avrebbe fatto ancora fino al 1893, Comune a sé. Nelle incisioni di Jean Melchior Füssli (1677-1736) e di Heinrich Keller (1778-1862), quella villetta è appunto indicata come «Kleine Venedig». Per rendere ancor più viva la similitudine con Venezia, i fondatori della Società di San Marco fecero ripristinare tutt’intorno alla villetta un vecchio stagno che, messo poi in comunicazione con il vicino lago attraverso un modesto canale, si riempì di acqua, creando così una Laguna in miniatura. La minuscola isola fu poi collegata alla terraferma con una passerella in modo che a essa, proprio come nei palazzi e nelle case di Venezia, si potesse accedere sia in barca, provenendo dal lago, sia da terra attraverso quel ponticello. Con l’aggiunta, in quello stagno, di una barchetta vagamente rassomigliante a una gondola, l’illusione di aver creato un ambiente lagunare era completa. E su modello veneziano, nei limiti del possibile, quella villetta fu arredata.

Modello veneziano

Per tutto il periodo in cui fu sede della Società Di San Marco, il Venedigli servì come rifugio alla ristretta cerchia dei suoi soci quando volevano sfuggire al grigiore della vita cittadina. La vita all’interno dell’associazione era, infatti, organizzata secondo i canoni della vita in Laguna: la moda, gli usi, i costumi, il mangiare, tutto doveva essere conforme al modello veneziano. Si trattava insomma di «una stravagante associazione di giovani commercianti zurighesi di buona famiglia che volevano rendere omaggio ai loro ricordi italiani». Persino i nomi dei membri, nell’ufficialità delle attività societarie, dovevano ricordare la Serenissima tanto che dal nome di due storiche fazioni veneziane, il presidente di turno era chiamato Castellano e tutti gli altri Nicolotti. E sull’esempio di quelle due fazioni anche il Castellano del Venedigli portava berretto e sciarpa di color rosso, e i Nicolotti, invece, di color nero. Persino la moneta di Zurigo, all’interno della Società era convertita in valuta veneziana. I fondatori della Società Di San Marco erano tredici: due Escher vom Glas, cinque Orelli, tre Pestalozzi, due Schulthess e uno Ziegler, come si vede dai cognomi erano tutti appartenenti a potenti e facoltose famiglie, e tutti giovani: la loro età, al momento della fondazione, era compresa tra i 25 e i 39 anni. A Società già costituita, ai tredici soci fondatori si aggiunse Hans Kaspar Orelli, figlio di Daniele, la cui insegna fu posta in alto a sinistra dello statuto già approvato, legandola alle altre con una catenella finemente disegnata. La Società, il cui statuto non prevedeva l’immissione di nuovi membri che potessero garantire il ricambio e una certa continuità, non ebbe una lunga vita. E poiché, morto uno dei soci, la proprietà del Venedigli doveva passare in eredità ai superstiti, fino all’ultimo dei sopravvissuti, già nel 1772, essa venne sciolta. La storia della Società Di San Marco è stata già ricostruita in un elegante volume riccamente illustrato da Marco Gherzi, già Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, e dal nostro collaboratore Tindaro Gatani, pubblicato nel 2008. Nonostante le ricerche più approfondite e certosine negli archivi e nelle biblioteche svizzere, gli autori non erano riusciti allora a rintracciare lo Statuto originale della Società, che avrebbero voluto allegare in facsimile a quella pubblicazione.

Lo Statuto ritrovato

In mancanza dello Statuto originale, gli autori si erano dovuti affidare alla descrizione che ne avevano fatto quanti si erano occupati in passato della storia del Venedigli. Ne avevano trovato, infatti, una descrizione in Das alte Zürich di Salomon Vögelin, che ne aveva esaminato l’originale presso il Dr. Staub in Fluntern; nel «Neujahrsblatt zum Besten des Waisenhauses in Zürich», XLIII; e in un articolo su La piccola Venezia a Zurigo di Pietro Berri. A pubblicazione avvenuta, gli autori non hanno, comunque, desistito dalla ricerca del prezioso documento, sul cui ritrovamento sentiamo la testimonianza di Marco Gherzi:
«Un vecchio detto latino dice: Audentes fortuna iuvat, cioè la fortuna aiuta gli audaci. Anche dopo l’uscita della prima edizione, ho continuato, senza desistere, a cercare lo Statuto originale, consultando gli elenchi degli archivi, contattando i più qualificati librai antiquari, coinvolgendo studiosi e storici di fatti e avvenimenti zurighesi del Settecento e, soprattutto, rovistando negli archivi privati delle famiglie, i cui antenati erano stati soci fondatori della Società Di San Marco. Alla fine la fortuna ha premiato la mia ostinata ricerca. Finalmente una telefonata mi avvisava che il tanto desiderato Statuto era riemerso! Con grande gioia, adesso, ne faccio partecipi i lettori in questa seconda edizione». Lo statuto della S.D.S.M. è un pregevole documento manoscritto, che reca sulla copertina un disegno finemente colorato rappresentante il leone alato di Venezia, che sorregge con la zampa destra un libro aperto sulle cui pagine, invece del solito motto PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS, campeggiano le lettere S.D.S.M., cioè a dire le iniziali della Società Di San Marco. Il Leone è, a sua volta, circondato da una corona composta dai tredici stemmi di famiglia dei soci fondatori (con nome e cognome) più quello del quattordicesimo entrato, come detto, a società costituita. In alto al centro della corona si trova l’emblema sociale con la scritta dell’anno di fondazione: 1743. A simboleggiare ancora i soci fondatori, nell’emblema, c’è anche una mano, che, protendendosi da una nuvola, stringe tredici frecce divaricate, mentre in aria svolazzano tredici uccelli, chiara allusione alla voglia di libertà di quei giovani. Sullo sfondo si intravede una montagna e, in primo piano, una casina sul lago [il Venedigli], con sotto il motto dell’associazione Dic et fac (Dici e fai), cioè mantieni la parola data. Alla splendida prima pagina ne seguono altre due: la prima con le Convenzioni della S.D.S.M. e la seconda con le Aggionte del 1744 e del 1750, i due documenti fissavano le regole del sodalizio, in italiano, la lingua straniera allora più parlata a Zurigo.

Das Venedigli, 2. Auflage mit dem Original Statut/ La Piccola Venezia di Zurigo, seconda edizione con lo Statuto originale, pp. XXII + 122, illustrato in bianco e nero e a colori, formato 21 x 22 cm. Il volume è cucito con cotone a filo refe, con copertina cartonata e rivestimento con carta telata stampata in quadricromia e capitelli in tinta. Prezzo CHF 30.00.
Distribuzione: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Seestrasse 123, 8027 Zurigo. E-Mail: info@ccis.ch

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