LAC Lugano: 57’000 visitatori per Magritte e 118’000 visite annue

Durante i 96 giorni di apertura – dal 16 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 – la mostra Magritte. La Ligne de vie al MASI ha totalizzato 57mila visitatori, con una media di circa 590 persone al giorno. Dall’apertura del centro culturale, è la mostra più visitata.

Il risultato ottenuto da Magritte (fino al 31 dicembre) permette al MASI di superare anche nel 2018 i 100’000 visitatori e di raggiungere il primato di 118’000 visite annue, confermandosi tra la ristretta cerchia dei maggiori musei d’arte svizzeri. Tra di esse, oltre 8’500 sono le entrate registrate alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati in occasione del rinnovato allestimento di A Collection in progress e della mostra How Evil Is Pop Art?

Con Magritte. La Ligne de vie– dichiara il direttore Tobia Bezzola – il MASI ha ancora una volta dimostrato la capacità identitaria dell’istituzione di presentare icone del Novecento da una prospettiva inedita, giocando pure sull’asse Nord-Sud per svelarne ritratti sconosciuti e intimi. Siamo soddisfatti che questa esposizione abbia attratto un pubblico numeroso e diversificato. Grazie al pittore belga e al successo della mostra Picasso. Uno sguardo differente e How Evil Is Pop Art? presso la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati si chiude un 2018 straordinario con 118’000 visitatori. Il dato, non solo ci conferma tra i maggiori musei d’arte in Svizzera e tra i principali attrattori turistici, ma ci dà la consapevolezza di cosa sia possibile realizzare in futuro.”

Magritte. La Ligne de vie

Oltre ai visitatori totalizzati, il bilancio della mostra Magritte. La Ligne de vie è positivo sotto diversi aspetti, dalla provenienza del pubblico all’estensione della partecipazione sui canali social.

L’ampia adesione di pubblico giunge per il 67% da fuori Ticino, a conferma della crescente importanza del MASI per il contesto turistico della regione. In particolare, si conferma l’aumento dei visitatori provenienti dalla Svizzera tedesca, arrivato nel 2018 al 27%, e l’importanza del bacino italiano (circa 20%).

Dei 57mila visitatori il 70% è pagante, “un dato rilevante che rispecchia l’andamento annuale e

contribuisce alla sostenibilità economica del museo, che nel 2018 complessivamente ha raddoppiato

il rapporto tra i ricavi propri e i contributi pubblici” afferma il direttore Bezzola. Il 30% di gratuità è rappresentato principalmente dalle scolaresche, dai giovani “under 16” e dal pubblico del primo giovedì del mese (gratuito dalle 17:00 alle 20:00). La percentuale si spiega ulteriormente considerato che sono 373 le classi scolastiche accolte durante il periodo di apertura per un totale di oltre 6’000 studenti, e 2’341 le persone che hanno goduto delle quattro serate a ingresso gratuito.

La mostra è stata accompagnata da un’intensa attività promozionale con particolare attenzione ai canali online e social, la quale ha generato oltre 1.2 milioni di visualizzazioni video, 250’000 ricerche Google e più di 10’000 interazioni sui social media.

Il parere della critica infine muove dalla domanda: come si fa a dire qualcosa di nuovo su René Magritte? La risposta ha premiato la scelta del Museo, che ha saputo presentare un’immagine rinnovata dell’artista, partendo dal suo punto di vista e dalle influenze che egli ha dimostrato nei confronti dell’arte italiana. “Una mostra dalla doppia chiave di lettura, per chi vuole vedere le icone

magrittiane ma anche per chi vuole metterlo alla prova, rileggendolo in maniera inabituale” scrive, ad esempio, Stefano Castelli sulla piattaforma Artribune. Molto apprezzata è stata inoltre la pubblicazione del testo integrale della conferenza del 1938 ad Anversa nel catologo, per Francesca Amé, giornalista de Il Giornale, “una vera chicca”.

Il programma espositivo 2019

Dopo René Magritte, il pubblico può scoprire i lavori più recenti della vincitrice del Premio Manor Ticino 2018, Vera Trachsel, in mostra fino al 17 febbraio. Nello stesso mese, apre una grande retrospettiva sul Surrealismo svizzero organizzata in collaborazione con l’Aargauer Kunsthaus di Aarau (dal 10 febbraio al 16 giugno); segue una mostra dedicata alla prestigiosa raccolta della Fondazione Gottfried Keller, realizzata assieme al Museo nazionale di Zurigo e all’Ufficio federale della cultura e presentata in contemporanea a Lugano e sulla Limmat (dal 24 marzo al 28 luglio). In questa occasione arriva a Lugano il trittico ispirato alle Alpi di Giovanni Segantini, che sarà in seguito al centro di un allestimento dedicato – Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini – dal 25 agosto al 10 novembre. La programmazione espositiva del 2019 si completa con le mostre Gertsch – Munch – Gauguin. Cut in the Wood curata dallo stesso artista Franz Gertsch (dal 12 maggio al 22 settembre); Being Human del fotografo statunitense William Wegman (dal 8 settembre al 5 gennaio 2020); e Towards No Earthly Pole del giovane svizzero Julian Charrière (dal 27 ottobre 2019 al 14 marzo). Nuove importanti acquisizioni (A Collection in Progress, dal 31 marzo al 16 giugno) e Marisa Merz (dal 22 settembre al 12 gennaio 2020) saranno invece al centro della proposta della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati.

In ottobre è infine prevista la riapertura della sede di Palazzo Reali: il primo allestimento presenterà opere di capitale importanza della collezione.

Lascia un commento

X

Newletter - La Rivista