Lo sport ci insegna ad essere uniti

Antonella ha vinto la medaglia di bronzo nel mondiale di Londra del 2017 nella marcia di 20 Km.
Un buon viatico per il prossimo traguardo, infatti, vuole arrivare in perfetta forma alle Olimpiadi che si svolgeranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto 2020 dove sogna di conquistare la medaglia d’oro.
Nel frattempo lasciamo che sia lei a raccontarci la sua vita di atleta eccezionale.

Palminano durante la gara di Coppa del Mondo a Chihuahua nel 2010

Sono nata a Mottola in un paesino in provincia di Taranto in Puglia. I miei genitori sono entrambi orgogliosi e felici della mia vita.
Pratico la marcia da 12 anni. Ho iniziato praticando la pallavolo. Poi all’età di 13 anni ho partecipato ad una corsa campestre, dove il mio ex allenatore notò in me un talento nel correre ed espresse la sua volontà di iniziarmi all’atletica leggera: corsa o marcia per me non facevano alcuna differenza. Da quel giorno per me è stata una battaglia, ovviamente persa in partenza, nel cercare di praticare entrambi gli sport, l’atletica fino alle 19 e dalle 19 alle 21 pallavolo, ma non durò molto e dì lì a breve giunsi ad una decisione che mi avrebbe cambiato la vita. L’amore per la marcia è sbocciato quando ho vinto il mio primo titolo italiano a Bastia Umbra: un misto di emozioni inaspettate che hanno contribuito alla mia scelta.
Fondamentale è stata la gara di Coppa del Mondo a Chihuahua nel 2010. Una gara tattica: dopo essermi mantenuta tra le prime posizioni, al settimo chilometro con un cambio di ritmo sono riuscita a lasciare le mie rivali alle spalle. Una gara emozionante, perché sino a quel giorno non avrei mai pensato di poter vincere una coppa del mondo di marcia, credevo fosse un risultato fuori dalla mia portata ma da quel giorno, dopo quell’impresa, ho cominciato ad avere più fiducia in me stessa e a credere che “niente è impossibile”. Questa è anche la motivazione che mi spinge ogni mattina ad andare oltre i miei limiti. Negli anni a seguire tante sono state le vittorie, le gare ricche di grandi soddisfazioni ed ognuna ha la sua storia, difficile spiegarla in poche righe, ma tutte mi hanno regalato una consapevolezza maggiore, tanta determinazione, tanta fiducia in me stessa.
Nelle mie imprese sono sostenuta dal mio allenatore, dal mio ragazzo e dalla mia famiglia.
Il mio allenatore è la mente di qualsiasi mia prestazione, cura il mio stato di forma e mi rendo conto che allenare un’atleta non è facile, soprattutto quando si è donna con i mille sbalzi di umore.
Il mio ragazzo è il cuore, è l’amore che mi accompagna ad ogni trasferta ad ogni competizione e che guida la mia vita. Il prossimo anno a fine settembre ci sposeremo. Per il momento ci siamo comprati casa da circa 7 mesi e viviamo insieme. Il nostro desiderio sarà quello di diventare genitori ma per il momento essere un’atleta ed anche una mamma è qualcosa di praticamente impossibile considerando il grosso impegno che richiede.
Infine, c’è la mia famiglia che ha saputo trasmettermi i valori che hanno arricchito il mio bagaglio e la mia persona, loro sono un pilastro fondamentale nella mia vita. Hanno tutti un ruolo importante nella mia vita: creano il giusto equilibrio, la giusta armonia.
Vivendo e frequentando praticamente da sempre il mondo dello sport, ho potuto apprezzare questo ambiente per tantissimi motivi ed uno di questi è appunto l’uguaglianza tra uomo donna, nessuna distinzione di razza, di religione, di etnia…
Il mondo dello sport è ben diverso dall’ambiente lavorativo dove, per avere successo una donna dovrà scontrarsi anche con un uomo; quindi tutto un susseguirsi di ostacoli, di difficoltà, di differenze tra uomo donna e potrebbe entrare in campo anche la seduzione.
Tutto questo non esiste nel mio mondo, gli unici ostacoli sono quelli che ci poniamo noi atleti: superare i nostri limiti, battere i record. Per questo non esiste differenza, tutti noi ci alleniamo con un unico scopo: battere noi stessi; stupirci e gioire dei nostri risultati, arrivare al coronamento di un sogno: “l’OLIMPIADE” ed è per questo che lo sport ci insegna ad essere uniti.
L’unica differenza tra un’Atleta Donna e un Atleta Uomo è quando all’atleta subentra la Donna. Diventare mamma, credo sia il completamento di una Donna, ma comporta anche delle grosse rinunce. Sospendere la carriera per qualche anno non è facile per un’atleta. I continui spostamenti in tutto il mondo, i lunghi periodi di raduno ai quali siamo sottoposti durante l’anno non facilitano la vita di un’atleta Mamma.

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