Locarno Festival: i film di domenica 11 agosto

CONCORSO INTERNAZIONALE

PalaExpo Fevi ore 14°°

Bergmál (Echo)

bergmal

Islanda, Francia, Svizzera – 2019, 79′

Regia di Rúnar Rúnarsson

In 56 scene indipendenti, il film traccia un ritratto pungente e delicato dell’Islanda d’oggi nel periodo turbolento ed emozionante delle vacanze di Natale.

Il cinema di Rúnarsson tematizza spesso la distanza. La ritroviamo anche nel suo ultimo film, che in una serie di quadri presenta dei destini individuali che toccano la nostra umanità universale. Taluni vicini, altri più distanti, questi personaggi sono tutti alle prese con le loro solitudini e paure, la loro generosità, il presente e il passato. Un affresco contemporaneo ora ironico ora caustico, che fa risuonare gli interrogativi di ciascuno circa il suo posto nella società.

(Mathilde Henrot)

PalaExpo Fevi ore 16:30

Technoboss

technoboss

Portogallo, Francia – 2019, 112′

Regia di João Nicolau, con Miguel Lobo Antunes, Luísa Cruz, Américo Silva

Per Luís Rovisco sta arrivando la pensione. Le canzoni che intona durante il giorno paiono risolvere tutto ciò che va storto. Ma, davanti alla receptionist Lucinda, la musica cambia…

Pochi personaggi restano nella mente come Luís, tecnico a fine carriera che, nonostante l’incapacità nel risolvere gli acciacchi di una tecnologia arretrata, è un elemento imprescindibile nella routine tra lavoro e famiglia. Un’operetta buffa e malinconica, che mescola metal e canti a cappella, in un crescendo di surrealismo che conduce al più dolce dei finali. Un film capace di affrontare la fine di un’epoca con il sorriso sulle labbra.

(Daniela Persico)

PIAZZA GRANDE

Ore 21:30

Notre dame

notre dame

Francia, Belgio – 2019, 89’

Regia di Valerie Donzelli, con Valérie Donzelli, Pierre Deladonchamps, Thomas Scimeca

Maud è architetto e madre di due bambini. Un malinteso le fa vincere il concorso per ristrutturare il sagrato di Notre-Dame… Tra responsabilità e problemi amorosi, dovrà attraversare una tempesta.

Per il suo quinto lungometraggio, Donzelli torna alla commedia. La sua gustosa interpretazione e la complicità del suo personaggio con quello di Bouli Lanners danno corpo a un film libero e brioso, che si concede qualche deriva sognante. L’umorismo caustico e clownesco esplode in un contesto parigino a tratti pomposo, a tratti avido e spesso ridicolo, per la delizia degli spettatori!

(Mathilde Henrot)

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