Locarno Festival: i film di martedì 13 agosto

CONCORSO INTERNAZIONALE

Palexpo (Fevi) ore 9°°

Terminal Sud (South Terminal)

terminal sud

Francia – 2018, 96′

Regia di Rabah Ameur-Zaïmeche, con Ramzy Bedia, Amel Brahim-Djelloul, Slimane Dazi

In un paese mediterraneo che sta precipitando nel conflitto armato, un medico tenta di fare il suo dovere a tutti i costi, finché la sua sorte è stravolta…

Con un gesto potentemente minimalista e di grande acutezza politica, il regista inventa una distopia radicale – vale a dire, secondo le radici della parola, un non-paese. Sospendendo l’identificazione del territorio in cui gira, attraversato da segni e lingue che rimandano all’area mediterranea, crea un intervallo insieme conflittuale e liberato dalle ossessioni identitarie, uno spazio comune, quello della lotta di classe, e consente così l’affiorare di autentici soggetti politici.

(Antoine Thirion)

Palexpo (Fevi) ore 14°°

Les Enfants d’Isadora (Isadora’s Children)

isadora

Francia, Corea del Sud – 2019, 84′

Regia di Damien Manivel, con Agathe Bonitzer, Manon Carpentier, MarikaRizzi

Dopo la morte dei figli, Isadora Duncan ha creato l’assolo Mother in cui, con estrema tenerezza, una madre culla il suo bambino prima di lasciarlo andare. Un secolo dopo, quattro donne scoprono questa danza straziante.

Finora, Manivel non aveva ancora dedicato un film alla danza in modo esplicito, anche se quest’arte da lui a lungo praticata ha infuso in tutti i suoi lavori la precisione e il rigore che conosciamo. In tal senso, Les Enfants d’Isadora va dunque visto come la summa di una poetica: quella di un cinema che, attraverso una concentrazione infinita, restituisce i solchi sottili dell’emozione e della bellezza.

(Antoine Thirion)

Palexpo (Fevi) ore 16:30

O Fim do Mundo

fim do mundo

Svizzera – 2019, 107′

Regia di Basil Da Cunha, con Michael Spencer, Marco Joel Fernandes, Alexandre Da Costa Fonseca

Uscito dal riformatorio, Spira ritrova la famiglia a Reboleira (Lisbona), uno slum in demolizione. Kikas gli fa capire che non è il benvenuto.

Assegnando i ruoli del film agli abitanti di un quartiere in demolizione, Da Cunha ne celebra l’umanità complessa, cogliendone la bellezza al di là delle logiche perverse. E, catturandone lo sguardo, dà loro una voce. Davanti a un orizzonte chiuso, Spira cerca di guardare oltre. Attraversa il quartiere come un angelo – un angelo nero. Vicino ai corpi, ai chiarori della notte, il film si dipana al ritmo malinconico delle tragedie antiche.

(Tizian Büchi)

PIAZZA GRANDE

Ore 21:30

Camille

camille

Francia – 2019, 92′

Regia di Boris Lojkine, con Nina Meurisse, Fiacre Bindala, Bruno Todeschini

Camille, fotoreporter giovane e idealista, si reca nella Repubblica Centrafricana per coprire l’imminente guerra civile. Quello che vedrà laggiù cambierà il suo destino.

Il gesto di intitolare il film con il nome della sua eroina riassume l’umiltà dell’approccio di Boris Lojkine. Il regista si accosta con la stessa dignità al destino tragico di un paese e dei suoi abitanti e alla vera storia di Camille, una giovane che guarda e abita il mondo con un’intensità rara, cercando disperatamente di dar conto dei conflitti e dei drammi di un’Africa nera che l’Occidente preferisce ignorare.

(Victor Bournérias)

Lascia un commento

X

Newletter - La Rivista