Macfrut: Italia leader nella produzione ortofrutticola europea

In occasione della 36ma edizione di Macfrut, la vetrina italiana dell’ortofrutta nel mondo, che si è tenuta alla Fiera di Rimini fino a venerdì 10 maggio, con le proposte di oltre 1100 espositori, un quarto dei quali da oltreconfine in rappresentanza di una cinquantina di Stati, sono state svelate le cifre del settore. Dai dati di Cso Italy, la produzione di ortofrutta italiana del 2018 è stata di 23 milioni 841 mila tonnellate, con un volume pressoché stazionario rispetto all’anno precedente (-0,2%). L’Italia rimane leader nella produzione ortofrutticola a livello europeo. Secondo i dati di Ice Agenzia, dopo il 2017 dei record con il superamento del “muro” dei 5 miliardi di euro di export (5,2 miliardi per la precisione), il 2018 ha registrato una flessione arrivando a quota 4.891 milioni di euro (3.391 milioni la frutta, 1.500 milioni gli ortaggi). La diminuzione ha toccato in misura minore gli ortaggi (-3,06%) rispetto alla frutta (-8,2%). Il comparto ortofrutta è quindi uno dei settori strategici del made in Italy, rappresentando il 18% dell’export agroalimentare, valore che sale al 31% se si aggiunge l’ortofrutta lavorata e conservata. Il dato aggregato evidenzia come l’ortofrutta sia la prima voce dell’export agroalimentare con un valore di 8.438.573 migliaia di euro, contro i 6.204.963 migliaia di euro del vino, seconda voce. Per quanto riguarda la frutta l’82,7 per cento dell’export italiano è concentrato nei paesi dell’Unione Europea, con quote minori per gli altri mercati mondiali: 6,8 per cento l’Europa non Ue, 5,2 per cento Asia, 3,4 per cento America, 3,2 per cento Medio Oriente. In flessione il top clients dell’Italia, ovvero la Germania, che da sola assorbe quasi un terzo dell’export di frutta, con oltre un milione di euro (-9%).

I prodotti italiani più esportati

I prodotti ortofrutticoli italiani più esportati sono mele, pere e cotogne fresche per un valore di 863 milioni di euro, uva 675 milioni, albicocche, ciliegie e pesche 282 milioni. Ancora più dipendente dai paesi dell’Unione Europea il mercato degli ortaggi, concentrato per l’89 per cento nella Ue. Anche qui è la Germania a fare la voce più grossa determinando un terzo del valore (446 milioni di euro), anche in questo caso col dato in flessione -5,5 per cento. Bene il secondo mercato, quello francese, con un +2,7 per cento, a seguire altre performance negative in ordine di peso: Austria (-5,3 per cento), Regno Unito (-9,6 per cento), Svizzera (-9,5 per cento). Crescono in doppia cifra mercati come Slovacchia (+27,6 per cento), Repubblica Ceca (+25,9 per cento) e Danimarca (9,1 per cento). Gli ortaggi hanno rappresentato la parte maggiore con 14 milioni 416mila tonnellate, registrando una flessione del -1,1 per cento, mentre la frutta con 9 milioni 524mila tonnellate ha evidenziato una crescita del +1,2 per cento. Analizzando nel periodo degli ultimi 5 anni (2013-2018) la produzione è aumentata del +1.9 per cento. Pressoché stazionarie nel 2018 anche le superfici attestate a 1 milione 176 mila ettari (-0,5 per cento sul 2017), con una leggera prevalenza degli ettari della frutta (600 mila) sugli ortaggi (575 mila).

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