Milano andata e ritorno

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce con tanta gente che lavora con tanta gente che produce. Con le réclames sempre più grandi coi magazzini le scale mobili… – (Giorgio Gaber)

Non vi è dubbio: l’apertura del nuovo tunnel del Gottardo, cui si aggiungerà entro un paio d’anni quello del Monteceneri, hanno reso il capoluogo lombardo, una destinazione che, in treno, anche dalla Svizzera più periferica si raggiunge in un massimo di poco più di tre ore. Ovvio: è un viaggio che si può esaurire nell’arco di una giornata, ma, viste le molteplici ragioni che possono indurre ad intraprenderlo, vale certamente la pena andarci, starci e comunque, più volte, ritornarci.

È innegabile, dopo una fase di appannamento, Milano è di nuovo una città di respiro internazionale. Un nuovo modello, che comprende diverse dimensioni e tanti modi di essere, proiettata e aperta com’è con il suo dinamismo verso il mondo. Milano è tornata a essere capitale morale di un Paese bello e ricco di cultura, e ha saputo, in questi anni, far riemergere la sua natura cosmopolita, che va oltre l’operosità riconosciuta da sempre ai suoi abitanti. Milano, oggi, è la “grande Milano”. Al pari di grandi metropoli del mondo, riesce a concentrare una serie di eccellenze che ne sono il motore. È la versione 4.0 della “Milano da bere”, quella Milano in cui tutti vogliono essere, a place to be come recita il claim del Comune, ma che davvero è lo spazio in cui le cose prendono forma e si comunicano. La nuova toponomastica della città ha cambiato le prospettive e i flussi delle persone: non esiste più un solo centro nevralgico ma ci sono più spazi, la storia e il nuovo, che qui, davvero, almeno urbanisticamente, avanza. Con nuove belle architetture avveniristiche, ma anche con riconversioni di architetture storiche.

 Una metropoli, a tutto tondo

Un modello d’innovazione e di creatività, in prima fila per sperimentare il presente e anticipare il futuro. Milano vive la contemporaneità in tutti i settori. Il capoluogo lombardo offre svariate occasioni e opportunità per sperimentare in prima persona tutte le tendenze culturali contemporanee come: rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche, spettacoli di musica, danza, mostre, visioni e installazioni. Sensibile al linguaggio cinematografico d’avanguardia, a quello televisivo e ai nuovi media, la città accetta le sollecitazioni del nostro tempo.
La città è anche un osservatorio del gusto dove tendenze e curiosità si confrontano quotidianamente: un laboratorio vivente della contemporaneità capace di anticipare gli scenari.

Milano capitale della Moda. Milano capitale del lusso. Milano capitale dello shopping. E chi più ne sa più ne scriva, perché se è vero che Milano è sinonimo di business, è altrettanto vero che da Milano bisogna passare se si vuole acquistare abbigliamento e accessori all’ultima moda.

Ma attenzione, moda non vuol dire solo prezzi alle stelle, perché l’abbigliamento di lusso sta allo shopping come la Formula 1 al mondo dell’auto: qui si pensano le nuove forme, i nuovi materiali, i nuovi modelli che poi la grande industria, dell’abbigliamento come dei motori, rende disponibili per tutti.

Perché Milano non è solo Quadrilatero della Moda, ma anche grandi store, vie dello shopping molto trendy, e, perché no, bellissimi mercati dove non si trovano solo cineserie, ma anche capi d’abbigliamento firmati e di sartoria.

Una città che va vissuta a tutte le ore

La primavera è naturalmente un buon momento per vivere pienamente e valorizzare l’immenso patrimonio culturale della città di Milano: il Teatro alla Scala, la rete dei Musei Civici, Palazzo Reale, la Pinacoteca di Brera, i musei d’impresa e le Case Museo, la Triennale, o il nuovo museo del profumo, aperto in uno scantinato nei pressi del Cimitero monumentale.

Milano è una città che va vissuta a tutte le ore. Dall’alba fino al tramonto propone sempre qualcosa da fare! Gustato un cappuccino con la schiuma e il cacao, la giornata si apre con una passeggiata per i mille negozi del centro. Tra un vetrina e l’altra, numerose gallerie d’arte espongono le loro innovative creazioni di artisti affermati o emergenti.
Il tempo vola tra arte e accessori, è già l’ora di pranzo! In centro, comodi, in uno dei locali classici o in uno dei tanti wine room (o enoteche con mescita), veri e propri luoghi del gusto e di socialità, che si stanno moltiplicando all’ombra della Madonnina. O semplicemente approfittando della variegata offerta di un tempio del gusto come nei fatti è diventato Eataly. Tra l’altro, un modo anche per rendersi conto di come sia avvenuta una vera e propria riconversione urbana nel quartier attorno a Porta Garibaldi.
Nelle belle giornate è piacevole fermarsi ai giardini per un caffè. E il pomeriggio è tutto da decidere: visitare una mostra in Triennale o a Palazzo Reale? Forse è meglio fare un giro tra le librerie del centro; ce ne sono di antiche, ma anche di moderne. Alcune hanno un arredamento di design e angoli ristoro dove fermarsi per uno spuntino e altre dove curiosare fra libri antichi. Alla sera è tempo dell’aperitivo, un rito tutto meneghino, da celebrarsi, perché no, in un “concept bar” (li chiamano così) dove la musica è prodotta da giradischi sui quali trionfa il vinile. In ogni caso, c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la zona e lo stile: modaiolo, alternativo, visionario – creativo, manageriale!

La serata continua tra gli spazi della ribalta. C’è l’imbarazzo della scelta: fra i ristorantini romantici di Brera e quelli vivaci, colorati e animati, sui Navigli; fra quelli celebrati e per molti impagabili, come la nuova casa di Carlo Cracco – in mancanza di adeguate risorse, vale la pena “spiare” i cinque piani in Galleria Vittorio Emanuele, più di mille metri quadrati, un bistrot, un laboratorio di pasticceria, una cantina sconfinata, un ristorante d’alta quota – e quelli innovativi nella loro vocazione alla rilettura della tradizione gastronomica locale, disseminati fra Porta Ticinese e Porta Genova.

E poi la notte è illuminata dalle luci dello spettacolo e del divertimento.

I Teatri aprono il sipario. Dalla lirica, o dalla danza della “Scala” al cabaret di Zelig e gli “Arcimboldi”. Infine, per chi è ancora sveglio, mille i locali e i punti di aggregazione, dove ballare, scherzare e lasciarsi il giorno alle spalle.

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