Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

Dopo Mantova per il 2016 e Pistoia per il 2017, tocca al capoluogo siciliano ricoprire il ruolo di Capitale italiana della cultura per il 2018. Superata la concorrenza ‘casalinga’ dell‘Unione dei Comuni Elimo Ericini, quella di Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese e di Trento.

Un riconoscimento che la città di Palermo, nella sua dimensione metropolitana che coinvolge più di un milione di abitanti, considera alla stregua di una sfida che offre un’ulteriore opportunità per trasformare le proprie complessità e contraddizioni in elementi rigenerativi per il compimento di un processo di trasformazione urbana, sociale e culturale fondato sul rispetto dei diritti e della legalità.

Una conferma, ha detto il sindaco Leoluca Orlando – “dello straordinario momento di rinascita della nostra città e il suo essere divenuta capitale del dialogo e dell’arricchimento tra le culture, che è la base di una Cultura che guarda al futuro. Dopo il riconoscimento di Capitale italiana dei Giovani e dopo l’attribuzione a Palermo di Manifesta, la biennale di arte contemporanea che la città ospiterà fra giugno e novembre, arriva quindi un nuovo importante strumento per confermare il rinnovato ruolo di Palermo nello scenario nazionale e internazionale.”

Palermo per la sua storia e il suo presente è espressione delle diverse culture europee che dialogano con il mondo arabo e, anche, capitale mediorentale dentro la complessa cultura europea.

La cultura è, e deve essere, strumento di confronto, di conoscenza dell’altro, di superamento delle differenze come ostacolo alla convivenza pacifica; luogo della elaborazione di dispositivi concettuali e semantici che trovano nel tema dei diritti il laboratorio politico e culturale della nuova Europa. La cultura genera consapevolezza di sé e del proprio ruolo sociale imponendo il riconoscimento dei diritti individuali e collettivi. Il diritto dell’altro è anche assunzione consapevole e pacifica dei propri doveri.

Città mosaico

Palermo è città-mosaico, di cui ogni tessera è espressione di mondi diversi. Nella sua storia ha sempre mostrato un Dna, una attitudine e una vocazione a costituirsi come luogo delle interfacce culturali. Come città, votata alla costruzione sincretica di processi interculturali. Lo testimoniano il suo paesaggio, la sua lingua, i suoi monumenti, la sua cucina e il suo tessuto urbano. Simbolo di questa condizione è la Lapide Quadrilingue, custodita nel Palazzo della Zisa: una stele funeraria datata 1149, in giudaico, in latino, in greco e in arabo che integra i diversi sistemi di datazione del mondo e dimostra la multietnicità della corte di Ruggero II e il rispetto per tutte le religioni e tutti i popoli che abitavano la Sicilia; e lo è anche la convivenza del culto di Santa Rosalia, patrona della città, con quello del Santo Nero Benedetto il Moro.

La promozione internazionale della Carta di Palermo, l’istituzione della Consulta delle Culture e il processo di liberazione dal condizionamento culturale della mafia pongono il tema dei diritti come presupposto politico degli interventi culturali.

La cultura dei diritti è l’unico ambiente possibile per un sano rapporto tra cittadini e istituzioni; e perché la comunità diventi protagonista e partecipe del proprio sviluppo. La storia, lontana e recente, di Palermo rende questi basilari e condivisi principi un elemento chiave per la crescita della città.

Il diritto alla cultura è inteso non soltanto come diritto per tutti all’accesso al patrimonio esistente ma anche come creazione delle condizioni sociali ed economiche per l’espressione artistica contemporanea.

Il dovere di tramandare alle generazioni future l’eredità culturale non riguarda soltanto il rispetto dei principi di tutela e conservazione dei monumenti ma, anche, la valorizzazione delle relazioni tra passato, presente e futuro nelle produzioni artistiche: una visione del contemporaneo non vincolata dalla forza della storia ma che usa la stessa come materia per la sua rigenerazione; rafforzata dalle mescolanze e dal confronto internazionale fuori e dentro la città.

Assi strategici

La programmazione delle attività si fonda sui seguenti assi strategici:

  • La riorganizzazione del sistema di gestione degli spazi culturali in 4 Poli: spazi espositivi, spazi teatrali/performativi, spazi bibliotecari/archivistici, spazi etnoantropologici.
  • Il rafforzamento del rapporto pubblico – privato ed in particolare la valorizzazione dell’associazionismo attivo in città.
  • La collaborazione con le Istituzioni Culturali della Città: Università, Accademia di Belle Arti, Teatro Massimo, Teatro Biondo, Conservatorio.
  • Il rapporto tra cultura e economia ed in particolare il sostegno alle imprese culturali.
  • Le collaborazioni internazionali e l’attrazione di investimenti esteri.
  • L’innovazione tecnologica per la fruizione dei beni e delle attività culturali e l’innovazione di processo: sociale, culturale ed economica.
  • L’attivazione di processi virtuosi nel rapporto tra Patrimonio Culturale (materiale e immateriale) e Produzione Artistica Contemporanea.

Entrando, per quanto possibile, nel dettaglio, possiamo registrare che dopo il restauro della Chiesa dei Ss. Euno e Giuliano, che diventa spazio per mostre e iniziative culturali, è potenziata l’edizione 2018 del Festival della letteratura migrante, nato due anni fa con oltre 140 autori del Mediterraneo. E dopo San Pietroburgo e Zurigo, nel 2018, come già anticipato, sarà Palermo ad accogliere Manifesta, la più grande Biennale di arte contemporanea migrante, che sarà declinata sui temi dell’accoglienza.

C’è poi il piano di riqualificazione de La Kalsa, del waterfront della città, con Francesca e Massimo Valsecchi, tra i più grandi collezionisti d’arte d’Europa, che nel 2018 riaprono il restaurato Palazzo Butera. E ancora, apre l’ex Convento di S. Francesco, un tempo esattoria dei fratelli Salvo, trasformato in Centro di cultura araba e del Mediterraneo.
Fra le attività spiccano la realizzazione di una piattaforma telematica “cultura e tempo libero” all’interno del programma PON Metro (dedicato allo sviluppo urbano sostenibile), con l’obiettivo di:

  • realizzare un Portale del Territorio sul patrimonio artistico e monumentale, il patrimonio naturalistico e ambientale, le tradizioni e i prodotti eno-gastronomici, le tradizioni culturali, la cultura in genere, le strutture ricettive e di ristoro, gli eventi culturali e ricreativi;
  • mettere a sistema delle risorse culturali riguardanti orari e modalità di accesso a teatri, monumenti, strutture sportive, biblioteche, etc;
  • condividere l’accesso al patrimonio librario dell’intera area metropolitana attraverso la realizzazione di un portale unico di prenotazione e di consultazione in grado di mettere a sistema non solo le strutture comunali ma anche quelle scolastiche e universitarie;
  • realizzare un sistema di prenotazione dei servizi turistici, in grado non solo di proporre soluzioni tradizionali (trasporto, vitto, alloggio e itinerario) ma anche di valorizzare i prodotti del territorio diventando un vero e proprio portale di marketing territoriale.

 Un impegno a tutto tondo, una sfida assunta nella consapevolezza che la posta in palio è l’emancipazione di una città che soffre ancora di un diffuso pregiudizio, convinta, come il suo sindaco, che “la nostra cifra culturale più significativa e che rivendichiamo è la cultura dell’accoglienza”,

Lascia un commento

X

Newletter - La Rivista