Paradisi fiscali: l’Ue ha tolto la Svizzera dalla ‘lista grigia’

La Svizzera è stata definitivamente tolta dalla lista grigia dei paradisi fiscali stabilita dall’Unione europea. I ministri dei 28 riuniti a Lussemburgo hanno seguito la raccomandazione dei loro ambasciatori.

La decisione era attesa. Già a metà settembre i gruppi di esperti dell’Unione avevano auspicato di eliminare la Svizzera dalla lista grigia.

La condizione per eliminare la Confederazione dalla lista era l’accettazione da parte del popolo svizzero della Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS (RFFA). Berna dispone ora di un sistema fiscale compatibile con le norme dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dell’Ue. La RFFA dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2020.

Oltre a quella della Svizzera, l’Ue ha chiarito completamente la posizione di Albania, Serbia, Mauritius e Costa Rica, che pure hanno attuato le riforme richieste per essere conformi alle regole della cooperazione. I 28 hanno inoltre rimosso dalla lista delle giurisdizioni non cooperative sul fisco gli Emirati Arabi e le Isole Marshall, rende noto il Consiglio Ecofin, che riunisce i ministri dell’economia e delle finanze degli Stati membri dell’Ue.

Soddisfazione a Berna, ma la ong Oxfam non sorride

Berna accoglie con soddisfazione lo stralcio della Confederazione dalla lista grigia dei paradisi fiscali stabilita dall’Unione europea. «La Svizzera adempie e attua gli standard internazionali in materia fiscale e questo è stato riconosciuto», ha dichiarato la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI).

In un comunicato si ricorda che nel maggio 2019 gli elettori svizzeri avevano accolto la legge federale sulla riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) con oltre il 66% di voti a favore. Con questa legge la Svizzera abroga i regimi fiscali non più compatibili con gli standard internazionali. I ministri europei hanno riconosciuto questi progressi.

«Se la Svizzera è uscita da questa lista, per me è un successo. La migliore lista, è una lista corta», si è dal canto suo rallegrato il commissario europea agli affari economici Pierre Moscovici, in occasione di una conferenza stampa a Lussemburgo.

Non tutti sono però felici. L’organizzazione non governativa (ong) Oxfam, che lotta contro l’evasione fiscale, in una nota ha evidenziato che la Svizzera «offre ancora alle imprese incentivi fiscali importanti e tassi bassi. Questo continuerà probabilmente ad attirare aziende che cercano di evitare di pagare gli importi giustamente dovuti».

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