Pippo Pollina si racconta nel libro “Cento Chimere”

Presentato a Zurigo nella sala della Villa Dem Schönen, che oggi ospita il liceo Artistico, il libro che ripercorre il percorso professionale e privato del cantautore, dalla sua partenza dalla Sicilia nel 1985 al suo periplo come suonatore di strada nelle e principali città d’Europa, fino alla consacrazione che gli è stata riservata, dapprima in Svizzera e poi nell’intero centro Europa. Ancora un vola una conferma che “nemo profeta in patria

È di questo che noi artisti abbiamo paura. Dell’ultima capriola dell’acrobata. Quando, nella solitudine del retropalco, ogni applauso diventa ricordo e ci riconsegna alla vita di tutti i giorni“. (Pippo Pollina)

Sono trascorsi più di trent’anni da quando è stato pubblicato l’album Aspettando che sia mattino. Il primo di 16, senza contare le compilation e gli album dal vivo

Era il 1987 e pochi conoscevano il nome di Pippo Pollina.

Oggi, dopo aver raggiunto il successo, con migliaia di esibizioni dal vivo e importanti collaborazioni con grandi artisti di fama internazionale, il cantautore, palermitano d’origine e ormai zurighese d’adozione e per affetti, racconta la sua storia.

Anno dopo anno, il suo percorso segue le tracce dei suoi dischi: sedici album per altrettanti capitoli, ciascuno dedicato ad una particolare fase della sua crescita artistica e personale, passando attraverso l’iniziale sconforto dei teatri vuoti, fino alla trionfale esibizione all’Arena di Verona e all’Hallenstadion di Zurigo, intrecciando il proprio cammino con nomi come Tracy Chapman, duettando con Franco Battiato, Nada Malanima, Giorgio Conte, ma anche e forse soprattutto con Linard Bardill, Kostantin Wecker, Werner Schmidbauer und Martin Kälberer, Etta Scollo, gli Inti Illimani e molti altri.

Svariati sono i premi della critica nelle rinomate rassegne musicali, anche in Italia che ma sono Zurigo prima e la Svizzera poi, a riconoscerlo come dei depositari della tradizione della grande canzone d’autore italiana, che Pollina ha saputo sapientemente contaminare con la tradizione musicale del centro Europa

Scorrendo le pagine, oltre agli interrogativi e la ricerca interiore dell’uomo che si chiede quale sia la responsabilità dell’artista, scopriremo anche il complesso rapporto con la sua Sicilia e con l’Italia intera, intensa ispiratrice di sogni e visioni, ma anche terra ostile, incapace di intuire per tempo le potenzialità di un grande artista che è stato, invece, accolto con entusiasmo dalla Svizzera, dove vive da molti anni, e dagli altri paesi di lingua tedesca, in cui ha venduto decine di migliaia di copie dei suoi dischi e dove ha un seguito di pubblico garantito.

Cento chimere è il titolo scelto per la versione italiana della sua autobiograa, scritta con la stessa mano che ha dato vita agli straordinari testi delle canzoni che migliaia di suoi fan hanno imparato ad amare profondamente.

Il libro è stato già pubblicato in versione tedesca con il titolo Verse fuer die freiheit.

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