Roberto Rossellini tra Anna Magnani e Ingrid Bergman

1949-2019: nel 70° della Guerra dei vulcani (2)

Dal neorealismo alla Nouvelle Vague

Roberto Rossellini tra Anna Magnani e Ingrid Bergman

Ingrid a Stromboli con Roberto Rossellini, Anna a Vulcano con William Dieterle: due isole, due film, due grandi attrici, due famosi registi, che, nel clima torrido dell’estate 1949, richiamarono alle Eolie giornalisti e reporter di mezzo mondo.

Mentre Rossellini, agli inizi del 1949, si trovava ancora in America, a Roma la Magnani era entrata, intanto, a far parte con Cesare Zavattini, Vittorio De Sica, Pietro Germi e Alessandro Blasetti di un Comitato di difesa del cinema italiano contro la nuova legge sul Cinema, promossa dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti, che gestiva le sovvenzioni e non amava il neorealismo. La grande manifestazione contro il Governo, l’invadenza dei film americani e la censura, fu capeggiata dal segretario generale della CGIL Giuseppe Di Vittorio in persona.

Roberto aveva proposto a Ingrid di recitare nel suo prossimo film da girare a Stromboli, guardandosi bene dal confidarle che quella parte era stata già assegnata alla Magnani. Ingrid era, dunque, completamente ignara delle promesse fatte dal regista a Nannarella, quando prese la decisione di lasciare il marito, dal quale aveva avuto, nel 1938, la figlia Pia, e di trasferirsi a Roma, dove arrivò, all’aeroporto di Ciampino, alle 23,20 del 20 marzo del 1949. Gli Americani gridarono allo scandalo e accusarono Rossellini di aver strappato Ingrid al marito e alla figlia.

Molti sapevano, però, che il suo matrimonio era già fallito, e che l’attrice, mal sopportando il marito, aveva già avuto una tormentata storia d’amore con il celebre fotografo di ungherese Robert Capa (1913-1954). Ingrid rimproverava al marito di essere diventato il semplice amministratore dei suoi guadagni, lesinandole anche le spese minime e necessarie. Anna, che si trovava a Londra insieme al regista Luigi Zampa, per promuovere il film L’onorevole Angelina, apprese dai giornali inglesi che i due si erano fidanzati. Poi fu lo stesso Rossellini, con una telefonata, a confermarle la notizia.

L’affronto più grande per lei fu, però, quello di vedere le foto di Ingrid e Roberto a spasso, mano nella mano, lungo la Costiera Amalfitana, negli stessi luoghi e ospiti degli stessi alberghi, dove lei aveva vissuto giornate felici con il regista. I reporter, appostati sotto l’Hotel Luna di Amalfi, riferivano della divina Ingrid e del suo nuovo amore. Nei cinema italiani, intanto, si proiettava il film Amore e la gente vedeva in La voce umana, il monologo di Anna del primo episodio, girato due anni prima con Roberto, una stretta relazione con quanto stava succedendo in realtà.

Ciack! Si gira alle Eolie

La storia della protagonista abbandonata, in La voce umana, era tale e quale a quella di Anna che cerca di farsi inutilmente coraggio e di riallacciare invano una relazione irrimediabilmente finita per sempre. L’accorato appello della protagonista culminava con l’inutile richiesta: «Ti prego, promettimi almeno questo, amore, che non andrete nello stesso albergo dove andavamo noi due». Mentre i giornali di mezzo mondo facevano da grancassa mediatica allo scandalo amoroso del secolo, Roberto e Ingrid partivano per Stromboli per girare gli esterni del loro primo film, finanziato dalla Rko, una casa produttrice americana. Dieterle, con la Panaria film, stabiliva, intanto, il suo quartier generale a Vulcano (con puntate anche a Lipari, a Salina e a Milazzo).

Le due troupe si trovarono a combattere anche contro il caldo torrido, le esalazioni vulcaniche e l’inesistente ricettività alberghiera, nelle due isole dove mancava tutto: servizi, telefoni, luce elettrica, ecc. Per tutto il periodo (estate 1949), in cui furono girate le due pellicole, tra Vulcano e Stromboli, ci fu tutto un viavai di giornalisti e fotografi di mezzo mondo per cogliere voci, contrasti, accuse e controaccuse, pettegolezzi veri o inventati tanto che si parlò di Guerra dei vulcani. Agenti prezzolati si spostavano da un set all’altro per carpire segreti, avere informazioni riservate, spiare autori e interpreti.

La trama di Stromboli racconta le disavventure di Karin, una profuga lituana, che, per uscire dal campo d’internamento e per ottenere la cittadinanza italiana, sposa Antonio (interpretato da Mario Vitale), seguendolo nella sua isola, dove l’uomo fa il pescatore. Karin non ama il rude marito né si adatta al rigido isolamento. Dopo aver scoperto di essere rimasta incinta decide di lasciare quel posto inospitale con l’aiuto di Dio e del guardiano del faro (Giulio Panicali), l’unica persona che la capisce. Le scene più drammatiche la vedono impegnata sui bordi del cratere.

La trama di Vulcano, copione di Renzo Avanzo e sceneggiatura di autori vari, tra cui anche Vitaliano Brancati, narra il ritorno nell’isola di Maddalena (Anna Magnani), un’ex prostituta con foglio di via da Napoli, rifiutata dai parenti e dagli altri abitanti, che decide di combattere con decisione contro i soprusi e le ataviche credenze medievali della sua gente. È accolta bene solo dalla sorella Maria (Geraldine Brooks), che lei, poi, libera dalle oppressioni di un palombaro (Rossano Brazzi), chiudendogli l’aria mentre fa un’immersione. La Magnani si trovò a interpretare un ruolo che rifletteva la sua vita di quel particolare momento di donna angosciata, umiliata, tormentata e con una caparbia volontà di combattere.

La prima mondiale di Vulcano, il 2 febbraio 1950, al cinema Fiamma di Roma, si rivelò un disastro. La proiezione iniziò dopo le 22,30, assente la Magnani. Dopo mezz’ora si fuse una valvola dell’amplificatore… dopo non funzionò la sincronizzazione… all’inizio del secondo tempo si fuse un’altra valvola… Sul finire, un bisbiglio percorse la platea… Era arrivata la notizia della nascita di Robertino il primo figlio della Bergman e di Rossellini e quasi tutti i giornalisti abbandonarono la sala per raggiungere la clinica Villa Margherita.

Si parlò allora di boicottaggio: l’operatore che si era assentato con la scusa di assistere una figlia moribonda, il giorno dopo era ritornato al lavoro. La Magnani, invece, era stata avvisata in anteprima della nascita di Robertino e non se l’era sentita di presenziare a un evento che sarebbe passato in secondo piano. Le recensioni negative influirono non poco sull’insuccesso della pellicola. Vulcano spento fu il titolo sobrio, ma significativo dell’articolo di Ennio Flaiano sul settimanale Il Mondo.

Le Isole Eolie alla ribalta

L’uscita di Stromboli era stata, intanto, ritardata dai dissapori tra Rossellini e la Rko, la Casa americana produttrice del film, che non si erano messi d’accordo sul finale delle rispettive edizioni inglese e italiana, sui dividendi del profitto, ecc. Ne seguirono denunce, accuse e controaccuse… si arrivò al sequestro di alcuni spezzoni della pellicola da parte dei legali dei due contendenti… alla fine, la Rko prenotò, per il 15 febbraio 1950, 400 sale cinematografiche americane per la proiezione del film rifatto nel montaggio, togliendo o aggiungendo scene senza il consenso del regista.

A mandare in bestia Rossellini fu soprattutto il cambio completo del finale che egli aveva lasciato vago e indefinito con Karin sul bordo del cratere. Gli americani, invece, tagliando e cucendo alcune immagini, e facendo parlare una voce fuori campo, optarono per il ritorno di Karin dal marito, così come avrebbero voluto il ritorno di Ingrid in America dal marito e dalla figlia. Era un affronto che Rossellini non poteva perdonare.

Con queste premesse anche Stromboli, in America e nel resto del Mondo, ebbe scarso successo. A guadagnarci erano state solo le Isole Eolie, che, dopo secoli di arretratezza e luogo di confino penale, si aprirono alla modernità e al turismo internazionale per le loro bellezze naturali fatte conoscere dai due film. Ingrid e Roberto si sposarono per procura in Messico nel maggio del 1950. Da quell’unione, dopo Robertino, il 18 giugno 1952, sarebbero nate le gemelle Isabella e Isotta. I due produssero ancora insieme altri film: Europa ‘51 (1950) Viaggio in Italia (1953), Giovanna d’Arco al rogo e La Paura (1954), tutti con esito commerciale disastroso. Viaggio in Italia sarebbe stato, poi, riscoperto dai giovani cineasti francesi che lo elevarono al rango di opera ispiratrice della Nouvelle Vague, il loro nuovo movimento cinematografico.

Le ristrettezze economiche portarono ai primi dissapori nella coppia tanto che Roberto si vide costretto a permettere a Ingrid di accettare le offerte di Jean Renoir per girare Eliana e gli uomini (1956) e quelle di Anatole Litwak per Anastasia (1956), con il quale avrebbe poi ottenuto il secondo Oscar e la riconciliazione con il pubblico americano. Nel 1957, a Parigi, Rossellini conobbe il primo ministro indiano Pandit Jawaharlal Nehru, che lo invitò ad andare a lavorare nel suo Paese. Tra i suoi collaboratori indiani ebbe anche Harisadhan Dasgupta, un documentarista ex assistente di Jean Renoir, sposato con Sonali, un’avvenente ventisettenne bengalese e madre di due figli. Quello con Sonali fu un incontro fatale e amore a prima vista. Roberto tornò in Europa con la bella bengalese incinta e Jill, il suo bimbo più piccolo. Scoppiò uno scandalo che ebbe anche risvolti politici.

Poco dopo il loro ritorno, da quell’amore, sarebbe nata Paola Raffaella Rossellini. Il divorzio con la Bergman era ormai inevitabile. Ingrid si sarebbe sposata, quindi, per la terza volta, con il suo connazionale Lars Schmidt, impresario teatrale svedese che aveva acquistato il Teatro Montparnasse di Parigi.

Dopo Vulcano, Anna Magnani aveva girato, intanto, nel 1951, Bellissima, film drammatico con Walter Chiari, soggetto di Cesare Zavattini e regia di Luchino Visconti, con il quale fu consacrata come star internazionale e invitata alla prima di New York nel 1953. Nel 1952 Anna girò Camicie Rosse, nella parte di Anita Garibaldi, per la Panaria film, diretto prima dal suo ex marito Goffredo Alessandrini e ultimato, poi, dal giovane Francesco Rosi, allora aiuto regista di Luchino Visconti, con il quale avrebbe poi dovuto girar nello stesso anno, nella parte di Camilla, La Carrozza d’oro, una coproduzione italo-francese del 1952, tratta dall’opera teatrale Le Carrosse du Saint-Sacrament di Prosper Mérimée, regia poi affidata, per le esose richieste di Visconti, a Jean Renoir.

Una bella famiglia allargata

Fra i tanti altri film di Anna Magnani, basta ricordare ancora: Siamo Donne, regia di Luchino Visconti (1953); La Rosa tatuata, con Burt Lancaster, regia di Daniel Mann (1956), soggetto scritto per l’attrice italiana da Tennessee Williams, l’allora più grande drammaturgo e scrittore americano, che le fece vincere l’Oscar per la migliore attrice protagonista; del 1957 è Selvaggio è il vento, con Anthony Quinn e Anthony Franciosa, regia di Giorge Cukor, premio come miglior attrice al Festival di Berlino; Mamma Roma, regia di Pier Paolo Pasolini (1962); Roma, regia di Federico Fellini (1972).

Tra le tante interpretazioni teatrali di Anna ricordiamo La Lupa di Giovanni Verga, regia di Franco Zeffirelli, in scena nel maggio del 1965 al Teatro della Pergola di Firenze. Quando le fu diagnosticato il cancro al pancreas, Anna chiamò subito Roberto che, insieme al figlio Luca avuto da Massimo Serato (1916-1989), le fu vicino fino al 26 settembre 1973, quando si spense, alla clinica Mater Dei ai Parioli. Roberto volle occuparsi di tutto: della camera ardente, dell’ultimo tocco di trucco, dei funerali che furono grandiosi. Ai funerali c’era tutta mezza Roma e alcuni dei grandi del cinema mondiale. Tra i tanti fiori, sulla bara spiccava un piccolo mazzo di rose rosse inviato da Ingrid Bergman.

Anche Ingrid, nata a Stoccolma il 29 agosto 1915 sarebbe morta per cancro il 29 agosto del 1982, giorno del suo 67° compleanno, a Londra, dove abitava dopo il divorzio da Lars. Nel maggio del 1977, quando le era stata diagnosticata la malattia, come aveva fatto Anna, chiamò Roberto che la raggiunse a Parigi per consolarla e offrire tutta la sua assistenza morale. Non potevano immaginare che quello sarebbe stato il loro ultimo incontro: Rossellini sarebbe stato stroncato da un infarto pochi giorni dopo (il 3 giugno 1977). Negli ultimi tempi non viveva più con Sonali: «Ho cambiato molte donne — diceva — ma finché durava la relazione ero devotissimo». Monogamo a modo suo. Rossellini era il patriarca di una grande famiglia allargata, formata dalle tre ex-mogli e dai sei figli: Renzino, avuto da Marcella De Marchis; Robertino, le gemelle Isabella e Isotta avuti dalla Bergman e Paola Raffaella nata dalla terza moglie. Ai suoi aggiungeva anche Jill, il bambino del primo matrimonio che Sonali aveva portato con sé dall’India.

Tra le ultime opere di Rossellini, oltre al famoso Il generale della Rovere del 1959, ricordiamo: Viva l’Italia (1961); Anima nera (1962), e i documentari TV: L’India vista da Rossellini (1959); Intervista a Salavador Allenede: La forza e la ragione (1971) e L’età di Cosimo de’ Medici. (1973). Ingrid Bergman fu anche tra i grandi interpreti di Assassinio sull’Orient-Express del 1974, soggetto di Agatha Christie, diretto da Sidney Lumet, per il quale ottenne, nel 1975, il terzo Oscar, come migliore attrice non protagonista. Nel suo ultimo film del 1982 recitò la parte di Golda Meir in Una donna di nome Golda.

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