Svizzera: chi ha un passato migratorio ha una qualità di vita inferiore

Lo testimonia un rapporto dell’Ufficio federale di statistica, basato sui dati del 2018

In Svizzera, nel 2018 il 38% della popolazione residente permanente di 15 anni o più ha un passato migratorio (2 686 000 persone), ovvero l’1,5% in più rispetto al 2017. Oltre l’80% della popolazione con un passato migratorio è nata all’estero e appartiene alla 1a generazione di migranti (2 165 000 persone). La parte restante è nata in Svizzera e costituisce quindi la 2a generazione. Dopo quella svizzera (36%), le nazionalità più rappresentate tra la popolazione con un passato migratorio sono quella italiana (10%) e tedesca (10%).
La qualità di vita in Svizzera è complessivamente elevata. Le persone con un passato migratorio, in particolare quelle di nazionalità straniera, hanno però una qualità di vita nettamente inferiore a quella dei cittadini svizzeri senza un passato migratorio.
È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ufficio federale di statistica sulla qualità di vita delle persone con un passato migratorio. I dati si basano sull’Indagine sui redditi e sulle condizioni di vita.

Fra chi ha un passato legato alla migrazione, gli svizzeri vivono generalmente in condizioni più agiate rispetto agli stranieri. Questo gruppo è tuttavia molto eterogeneo, a dipendenza della nazionalità dell’individuo.

Ad esempio, chi proviene dall’Europa settentrionale e occidentale è altamente istruito e ha un reddito elevato, mentre chi arriva dall’est, in parte dal sud o da fuori il Vecchio Continente risulta svantaggiato rispetto agli altri in quasi ogni settore.

Diversi i fattori che rendono difficile l’integrazione nel mercato del lavoro e dunque generare guadagni. Fra questi una formazione scarsa, la mancanza di relazioni sociali, le difficoltà finanziarie e uno stato di salute precario. Inoltre, livelli di preoccupazione e insoddisfazione superiori alla media, così come un cattivo contesto abitativo, contribuiscono a creare condizioni di vita delicate.

Nel 2017, il 43% della popolazione residente permanente di età compresa tra i 15 e i 74 anni e nata all’estero ha dichiarato di essere immigrata in Svizzera per ragioni familiari, il 32% per motivi professionali. Contrariamente alle persone provenienti dalll’UE–28 e dall’AELS che immigrano in Svizzera principalmente per motivi professionali (43%), quelle che emigrano dagli altri Paesi dell’Europa e del mondo affermano di essersi stabiliti in Svizzera più che altro per ragioni familiari (circa il 55%). Quasi due terzi delle persone nate all’estero intendono restare in Svizzera definitivamente. Tra i migranti che pensano di lasciare la Svizzera, la maggior parte prevede di tornare nel Paese d’origine.
Per quanto concerne le condizioni all’arrivo, sebbene la maggior parte delle persone nate all’estero tra 15 e 74 anni vi abbia assolto una formazione, pochi hanno presentato una richiesta di equipollenza affinché il loro titolo di studio fosse riconosciuto in Svizzera. Le persone provenienti dall’UE–28 e dall’AELS hanno più spesso intrapreso una formazione fuori dalla Svizzera. Due terzi dei migranti tra 15 e 74 anni stabilitisi in Svizzera per ragioni professionali avevano già trovato un impiego prima di venire. Si tratta principalmente di persone provenienti dall’UE–28 e dall’AELS, ma anche da Paesi fuori dall’Europa. Quasi due terzi delle persone immigrate in Svizzera avevano conoscenze orali di una lingua nazionale prima del loro arrivo. Le persone provenienti dall’UE–28 e dall’AELS erano le più numerose a trovarsi in questa condizione.

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