Svizzeri alle urne

Il prossimo 20 ottobre si disegnerà il nuovo volto del Parlamento elvetico. Per queste elezioni federali sono in corsa 4652 candidati, il 23% in più di quattro anni fa. Un primato. Anche le donne sono più del solito, bella notizia, anche se sempre minoritarie, solo 1875.

I parlamentari che verranno eletti sono 246, 200 il 20 ottobre, 46 anche in altri momenti perché per il Consiglio degli Stati il sistema è diverso. Grossomodo 4406 resteranno a casa, dopo essersi prodigati, chi più chi meno, per ottenere un seggio.

I candidati sono tutti competenti? E a maggior ragione, lo saranno gli eletti?

Cercare un posto di lavoro oggi è sempre più complicato, il curriculum deve essere ricchissimo: studi, esperienza, esami, assesment, job interview, periodi di prova, ecc. Per accedere alla politica non c’è nessuna richiesta particolare. Una volta le capacità oratorie erano un vantaggio, oggi lo è la facilità di comunicare velocemente e sinteticamente. È forse più utile saper giostrare con tweet e slogan che con riflessioni e approfondimenti.

Dunque, il rischio di eleggere persone incompetenti è reale.

Cosa succederà il 20 ottobre?

Secondo il barometro elettorale della SSR di fine agosto i partiti di orientamento ambientalista otterrebbero un buon risultato, in particolare i Verdi potrebbero superare il Partito Popolare Democratico (PDC) posizionandosi dopo Unione Democratica di centro, Socialisti e Partito Liberale. A una quarantina di giorni dal voto il panorama era il seguente: UDC perde 2,6 punti percentuali, ma rimane in testa alla classifica, il PS conferma la seconda posizione con una lieve flessione dello 0,1 %. I liberali guadagnano lo 0,3% e rimangono al quarto posto con un distacco del 2% dai socialisti. Il PDC riduce di 1,4% la sua forza, mentre i Verdi fanno un balzo in avanti del 3,4%. Anche i Verdi liberali migliorano, più 2,3, mentre il Partito Borghese Democratico si riduce al 2,6% perdendo l’1,5.

Se queste tendenze fossero confermate, significherebbe che il Parlamento andrebbe leggermente a sinistra, con un aumento di 3,3 punti per il campo rosso-verde.

Sempre secondo il barometro SSR, le sfide politiche che animano maggiormente gli elettori sono, nell’ordine: premi cassa malati, clima, rapporti UE, previdenza, immigrazione, solidarietà.

Il tema che rischia di scombussolare la politica elvetica in modo netto sono i rapporti con l’Unione Europea. Sull’accordo quadro le voci critiche provengono ormai da un’ampissima maggioranza del Paese. Il vero banco di prova per il futuro delle relazioni Svizzera Europa sarà però la votazione popolare sull’iniziativa UDC “Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)” che avrà luogo probabilmente nel maggio dell’anno prossimo. Se si abolisce la libera circolazione delle persone cosa accadrà?

La specificità elvetica, come sappiamo, è data dalla democrazia semidiretta. I cittadini hanno la possibilità di correggere la Costituzione federale, con le iniziative popolari, e anche di abrogare leggi dello Stato, con i referendum. Due strumenti che negli anni scorsi sono stati utilizzati con una certa frequenza. L’altro aspetto che caratterizza il Paese è il governo collegiale, costituito oggi dai quattro partiti maggiori. Se i Verdi superassero il PDC potrebbero rivendicare un seggio in Governo, ma bisognerà fare i conti con i numeri dell’Assemblea federale.

La collegialità governativa si fonda sull’arte del compromesso e si riflette sul Parlamento, molto frammentato. Quattro anni fa, al Nazionale, era scaturita una maggioranza borghese UDC PLR, che assieme avevano 101 deputati su 200. Una superiorità numerica che secondo la sinistra ha bloccato ogni progresso del Paese, secondo l’UDC non è stata utile, perché non sempre i liberali si sono schierati compatti con i democentristi.

Il quadro partitico elvetico è sostanzialmente stabile, ma bastano pochi deputati per spostare il baricentro politico verso destra o verso sinistra e fare la differenza su temi sensibili come le casse malati, il clima, il lavoro, l’Europa e l’immigrazione. Ecco la posta in gioco!

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